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DIETRO LE QUINTE/ Nomi e cognomi di chi lavora al dopo-Renzi (Usa compresi)

Pubblicazione:venerdì 8 luglio 2016

Massimo D'Alema (LaPresse) Massimo D'Alema (LaPresse)

E' un'ipotesi azzardata e piena di incognite quella di una crisi di governo, ma vale la pena di comprendere che cosa si sta muovendo dietro le quinte. Lasciamo perdere la cosiddetta minoranza del Pd nel suo complesso, che ha certamente alcuni personaggi di rilievo, ma è pure ricca di protagonismo inconsistente, più adatto agli schermi televisivi che all'azione politica. Ci sono però alcuni protagonisti della "mitica" seconda repubblica (quella che avrebbe salvato l'Italia dal baratro!) che fanno sempre venire i brividi, ma che in politica hanno il loro peso e stanno facendo alcuni calcoli.
Massimo D'Alema, a quanto sembra, ha rialzato i baffi. Rilascia dichiarazioni e interviste, critica aspramente Renzi e non si sottrae all'ipotesi di una crisi di governo, che potrebbe essere pure immediata. Poi c'è Romano Prodi, il "professore babbeo", secondo Enrico Cuccia, magari armato di "pendolino" gradoliano, ma sempre influente e ora impegnato alla ricostruzione di un fronte comune con il vecchio "Nane" Bazoli, impegnato nel controllo, insieme a Urbano Cairo, di Rcs Corriere della Sera, contro la cordata di Andrea Bonomi. Ripetizione di una battaglia storica che lascia sul terreno sempre morti e feriti, "frati neri" e massoni.
Sono da leggere attentamente in questi giorni gli editoriali di Paolo Mieli, che si è subito arruolato con i superstiti della "seconda repubblica", senza però rifiutare di diventare il padre nobile dei pentastellati grillini. Carriera esemplare quello dello storico Mieli: da Potere operaio al "Comico Grillo". In fondo tragedia e farsa che continuano a ritmare i cicli storici.
A questo gruppo di belle speranze non sarebbero estranei neppure "pensatori" di un accordo trasversale con la Forza Italia del Cavaliere convalescente e con il movimento di spostamento e ricompattazione che dal Nuovo centro destra ritornerebbe alla ricostituzione del vecchio centro destra, con l'abbandono di Angelino Alfano e il disimpegno di Ncd dal governo. Il passo immediato potrebbe essere un governo non tecnico, ma di tregua per gestire gli affari correnti e preparare le elezioni.
Un rischio feroce, secondo alcuni, perché queste elezioni, in una situazione istituzionale tutta da decifrare, preparerebbero quanto meno il successo dei pentastellati e l'ultima svendita del paese Italia, con l'incoronazione a premier di Luigi Di Maio, che ha già superato in popolarità Matto Renzi. Con — in più — una concezione della democrazia diretta via internet da mettere i brividi alla schiena.
Ma non è impossibile che a questa ipotesi di definitiva destrutturazione italiana, per loro giochi e interessi strategici, possano pensare gli americani.
Magari l'"Ignazio Marino" della Casa Bianca, pardon al secolo Barack Obama, potrebbe pensare di gestire direttamente anche la situazione italiana, dopo i noti "successi alla rovescia" di Medio Oriente e Brexit.
C'è da notare, con grande tristezza, che tutto questo lavorìo nel retrobottega avviene nel mezzo di una guerra mondiale, non troppo intermittente o dimezzata come — armati di santo ottimismo — sostengono alcuni. 


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COMMENTI
08/07/2016 - Occorre toccare il fondo per risalire? (Carlo Cerofolini)

Visto che molto probabilmente ci attenderanno tempi non facili, non è che - volendo ancora citare Mao - si potrebbe dire che quando la confusione sotto il cielo è grande la situazione è di per se stessa ottima (speriamo), anche perché è solo quando si è toccato il fondo che si può risalire? Speriamo!

 
08/07/2016 - il dilemma (aceto stefano)

Buongiorno, lasciando da parte i convenevoli. Situazione italica tipica, dovuta alla mancanza di padri ma determinata da patrigni, "grammaticati",le cui loro visioni, riportate da quelli che li seguono, servono solo ai primi come specchio per le allodole e ai secondi ad appartenere o fare parte della casta più agiata dei "tengo famiglia". Mi informi a chi dal il suo voto, io voto M5s. Se nel proseguo della nostra vita avremo modo di confrontandoci sulle motivazioni del voto, sono certo che alla fine convergeremo su una unica conclusione dare il nostro sostegno all'elezione dell'On Antonio La Trippa del primo partito italiano il FiCM. Con simpatia Stefano Aceto