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REFERENDUM & ITALICUM / De Benedetti avverte Renzi: “o cambia Italicum o voto no” (oggi, 9 luglio 2016)

Referendum e Italicum, le ultime notizie sulle riforme elettorale e costituzionale, il voto di ottobre: news 9 luglio 2016, parla Renzi nella e-news, anche Guerini rinsalda la maggioranza

Matteo Renzi (Foto: LaPresse) Matteo Renzi (Foto: LaPresse)

Continua ad essere al centro del dibattito politico la questione relativa al Referendum Costituzionale in programma per il prossimo mese di ottobre. Una vicenda di una certa rilevanza che potrebbe essere l’occasione giusta per l’Opposizione di dare la spallata decisiva al Governo Renzi. Intanto uno dei principali sostenitori di Renzi, Carlo De Benedetti (presidente del Gruppo L’Espresso), avverte il Primo Ministro sulla necessità di cambiare l’Italicum altrimenti il suo voto sarà per il No allo stesso Referendum. Nell’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, De Benedetti sottolinea: “Spero di non essere costretto a votare no. La riforma ha molti aspetti positivi. Ma se l'Italicum non cambia, esprimerò la mia contrarietà. Per questo mi auguro che intervenga la Consulta. O che lo cambi prima Renzi. Il Mattarellum è compatibile con le riforme costituzionali e non comporta i rischi dell'Italicum. Uno non può fare una legge elettorale in base alla situazione esistente; ma non può non tenerne conto. Altrimenti Renzi rischia di diventare il Fassino d'Italia”.

Il referendum è sempre nei pensieri di Matteo Renzi: la riforma costituzionale resta il vero punto caldo della maggioranza, assieme all’Italicum che invece fa muovere e agitare il mare della maggioranza di governo. E allora ci pensa proprio il Presidente del Consiglio ad intervenire in prima persona con la consueta e-news sui vari temi della settimana: oltre al terrorismo e al tema delle periferie, il premier preme con forza l’acceleratore ancora una volta sul referendum costituzionale di ottobre, nonostante due giorni fa l’incontro con Mattarella ha visto la discussione sulla possibilità di far scivolare il voto addirittura al 6 novembre. «Se riusciamo a parlare di contenuti, l'Italia dice Sì" al referendum costituzionale. "E allora - come sempre, più di sempre - io chiedo il vostro aiuto. Per vincere questa sfida, che è decisiva per l'Italia, abbiamo bisogno che ciascuno di voi si metta in gioco. Il referendum dovete personalizzarlo voi, con il vostro impegno». Lo slogan “basta un Sì e si cambia” continua imperterrito ad essere il refrain di Renzi in questo e nei prossimi mesi: contro tutto e soprattutto tutti, visto che all’interno del suo partito questa insistenza sul referendum viene vista sempre di più con il tentativo di fare uno sgambetto, pratica giù cominciata con l’annuncio del No di Massimo D’Alema. E la legge elettorale? Qualche schiarita nella maggioranza si intravede, dopo i guai di Alfano e le varie richiesta, Formigoni in primis, di alcune possibili modifiche all’Italicum: ci pensa Guerini a gettare acqua su un eventuale fuoco interno alla maggioranza di governo, «Andiamo avanti con Ncd, le ipotesi di modifiche chiedono però numeri solidi per aprire il confronto. Bisogna essere molto chiari. Il tentativo di tenere insieme il tema della riforma costituzionale con quello della legge elettorale è assolutamente sbagliato e rischia di confondere gli elettori».

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