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Politica

RETROSCENA/ L'Economist "licenzia" Renzi, Mattarella prova a salvarlo

Mentre la politica prende, come può, le "misure" al caso Alfano, Renzi tenta di superare lo scoglio della ricapitalizzazione di Mps. Dopo, tutto è possibile. GIANLUIGI DA ROLD

Wolfgang Schauble dà la linea a Jeroen Dijsselbloem (LaPresse)Wolfgang Schauble dà la linea a Jeroen Dijsselbloem (LaPresse)

Nella scia di un rimbalzo dei mercati europei, la Borsa di Milano riguadagna 16mila punti, con un aumento di oltre quattro punti percentuali. E' un respiro di sollievo, una boccata d'ossigeno dopo una settimana di tormenti e un giovedì sera ricco di voci allarmistiche, che arrivavano a prefigurare addirittura una crisi di governo a causa della situazione delle banche intrecciata con il tormentone referendario sulle riforme istituzionali. E c'era da considerare in più il grottesco "caso Alfano".
Ci sono stati diversi scenari in questa giornata afosa. A Roma era in corso l'assemblea dell' Abi, l'Associazione delle banche italiane, la confindustria delle banche, e da quella sede sono partiti diversi appelli, un po' accorati e un po' minacciosi, a Bruxelles. E' stato il pPresidente dell'Abi, Antonio Patuelli, il più ardito: "E' inammissibile che qualcuno metta il veto sulla realizzazione del 'terzo pilastro' dell'Unione bancaria europea, cioè l'assicurazione comune dei depositi a livello comunitario". Il ministro all'Economia, Pier Carlo Padoan, seguiva a ruota: "La condivisione dei rischi deve andare in parallelo alla riduzione dei rischi".
Sul bail-in, Patuelli si è scatenato: "E' anticostituzionale". Il ministro Padoan frena subito, naturalmente, e parla invece di "dialogo continuo" e di flessibilità delle norme europee. Anche il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, cerca di sdrammatizzare la situazione, e dice: "Si può gestire". Ma la sostanza che emerge da tutto questo gran parlare da esperti e tecnici, è che, di fronte a un rischio sistemico, qualcuno ha riscoperto il vecchio e deprecato intervento pubblico, quello che fino a qualche tempo fa veniva quasi annoverato tra le bestemmie economiche del credo liberista.
A questo punto, si capisce benissimo che qualcuno pensa, di fronte a dinieghi rigidi da parte europea, che tutto possa saltare per aria, che l'Europa possa arrivare alla disgregazione.
Adesso si apriranno discussioni, nel "dialogo costante" con Bruxelles. In realtà, si assiste allo sbandamento di una costruzione tutta ideologica e a ripensamenti impensabili, perché qualcuno ha scoperto che il risparmio è anch'esso importante quasi (non esageriamo!) come la libera speculazione finanziaria che ha caratterizzato questi anni di crisi economica profonda e di impoverimento generale.
Senza illudersi oltre il lecito, è auspicabile che questo "rischio sistemico" venga preso in dovuta considerazione anche nelle stanze di Bruxelles e di Berlino, mentre le dichiarazioni del croupier lussemburghese e di Jeroen Dijsselbloem sul bail-in  possono anche essere dimenticate. Un rischio sistemico in effetti, a conti fatti e a derivati in bilancio, servirebbe anche a quel grande hedge fund che viene chiamato Deutsche Bank?
Forse questo week end potrebbe servire a riflessioni approfondite, anche se i problemi da risolvere non sono affatto semplici e per quanto riguarda l'Italia non si fermano solo alla questione delle banche.