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SCENARIO/ Formica: Renzi non governa più, ha finito le carte

Pubblicazione:lunedì 1 agosto 2016

Matteo Renzi Matteo Renzi

Il Pd è facilmente controllabile perché è una scatola vuota. Rimane la guardia al bidone di benzina. Oggi quel poco di vita politica presente nel Paese si sviluppa soltanto fuori dai partiti politici. Un po’ di politica la fanno solo le organizzazioni di categoria, in virtù del fatto che devono tutelare i loro interessi. Sono le cosiddette lobby a giostrare quel poco di potestà legislativa che c’è ancora nel Paese.

 

Di fronte a questa situazione, lei come valuta l’ipotesi di un accordo Renzi-Berlusconi per cambiare l’Italicum?

Nessuno è nelle condizioni di accordarsi con chicchessia, perché nessuno è in grado di dire di quanti voti dispone in Parlamento. Più ci avviciniamo alla conclusione della legislatura e più il comportamento dei parlamentari diventa individuale.

 

Allora ha ragione Renzi quando afferma che la legge elettorale va cambiata dal Parlamento?

Il punto è che Renzi si nasconde anziché affrontare la realtà. Ciò che dovrebbe dire è che la legge elettorale non si può cambiare perché i gruppi parlamentari non ci sono più, compreso quello del Pd. Invece se ne esce fuori dicendo: “Trovate una maggioranza”. Ma una maggioranza composta da chi?

 

Da dove viene fuori l’attuale situazione?

La radice della situazione odierna non è venuta alla luce oggi, bensì già negli anni passati. L’Italicum è un figlio degenere del Porcellum, cioè della legge elettorale con la quale sono stati eletti gli attuali parlamentari quando il segretario del Pd era Pier Luigi Bersani. Il giorno dopo la caduta di Bersani, i suoi nominati hanno smesso di essergli fedeli. Quando i sistemi sono svuotati della forza vivificatrice della democrazia, l’autocrate o vince sempre o nel momento in cui perde si ritrova senza esercito.

 

E al suo posto sale al potere un nuovo autocrate?

Il problema è che adesso si è creata una situazione nella quale nessuno è più nelle condizioni di vincere. Quando si assume la responsabilità di governo, ci si misura con problemi figli di un accumulo di arretrato che non sono risolvibili nell’immediato. Per cinque o sei mesi a Roma e Torino, M5s può ancora dire che sta facendo il “censimento delle rovine”. Tra sei mesi però non avrà più le pale per rimuovere le rovine. I responsabili dei partiti politici non hanno l’onestà di dire: “La nostra esperienza è finita in modo fallimentare. Vediamo se c’è una nuova guida politica che possa portarci alle elezioni con leggi elettorali rappresentative”.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
02/08/2016 - Renzi non proprio autocrate. (orazio bacci)

Cacciari ha affermato da tempo,che era l'ultima nostra occasione,è bisogna ammettetere che le qualità non le mancano,poi e carismatico.Comunque Errare umano Est,pure lui non ci scappa!