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VITTADINI/ Cl non cerca l'egemonia in politica. Renzi? Impari a chiedere aiuto

Giorgio Vittadini (LaPresse) Giorgio Vittadini (LaPresse)

"Cl non si identifica in alcuno schieramento. Lo scopo del Movimento, e lo dico citando Giussani e Carrón, è educare alla fede e all'umano. Chi tra noi fa la scelta dell'impegno politico lo fa a titolo personale".

Si offende quando sente parlare di Cl come una lobby?
"Non mi offendo semplicemente perché non è vero. Significa attribuire al Movimento gli errori di alcuni e non vedere le miriadi di opere, penso al Banco Alimentare, all'apertura ecumenica, all'educazione di giovani che escono dal nichilismo. Il manicheismo a qualunque livello è uno degli errori più grandi della storia".

Lei è stato amico di Jannacci, un'icona della sinistra. E prima del voto per il Comune di Milano aveva auspicato la vittoria di uno Jannacci della politica. E' andata così?
"Enzo, come Gaber e altri parlava della vita reale. Del barbone, dell'operaio che si innamora, della periferia. La politica ha dignità se si accorge dei particolari. Da questo punto di vista Milano oggi è l'inizio della ripresa della politica. Sia Sala sia Parisi hanno parlato di contenuti alla città, entrambi con toni bassi, senza trionfalismi e Milano lo ha apprezzato. Si sono dimenticati Berlusconi, Salvini, La Russa, Renzi. Non c'è bisogno del demiurgo ma di partiti che siano espressione di ideali e interessi legittimi. Questo è il valore della Prima Repubblica che dobbiamo recuperare".

Al Meeting viene contestato di essere sempre filogovernativo. Che giudizio dà del governo Renzi?
"Non filogovernativi, ma da tempo preoccupati che l'Italia s'impoverisca. L'azione di questo governo sullo scenario internazionale è giusta, anche perché è benemerito tutto questo lavoro di rappresentanza dei nostri interessi senza appiattirsi sull'Europa. Ma Renzi sbaglia quando dice: "Tutto risolto, gli altri erano cattivi". Bisognerebbe dire: "La situazione è difficile, facciamo quel che possiamo, abbiamo bisogno di voi".

Insomma Renzi dovrebbe essere più umile.
"Nessuno può risolvere da solo i problemi del Paese. Quando la barca affonda bisogna che tutti collaborino, chi guida e chi rema. Come cantavano i Blues Brothers: everybody needs somebody".

Lei ha raccontato di aver votato Berlusconi nel 2008, per poi restare deluso dal "fallimento della sua rivoluzione liberale". Che cosa pensa ora dell'aggregazione liberalpopolare che vorrebbe costruire Parisi?
"Sono lodevoli tutti quei progetti che partono dai contenuti. Rajoy ha perso due elezioni di seguito, per otto anni ha ricostruito il programma, poi ha vinto. Quando la Merkel ha quasi pareggiato invece di comprarsi qualche deputato ha costruito un programma di quasi mille pagine. E lo sta attuando".

(Marco Ascione)

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COMMENTI
18/08/2016 - Grazie, Giorgio! (Luigi PATRINI)

Grazie per quello che dici. Soprattutto per la risposta iniziale che dai con chiarezza e inequivocabilità: il voto al referendum è "personale" e "di coscienza". Sempre deve essere così, anche alle elezioni politiche e amministrative. Grazie per la credibilità che hai nel dire queste cose, strettamente connesse con il richiamo al fatto che noi cristiani - anche in politica - non dobbiamo mai (meno che mai oggi, che non ne avremmo neppure la possibilità!) cercare l'egemonia e il potere, ma cercare solo, e appassionatamente, di essere una "presenza" ed una "testimonianza" di Verità. Grazie anche per aver ribadito che la guerra in atto non è una guerra di religione, ma determinata da ragioni economiche e politiche. La religione è sempre e solo una opportunità per il bene, mai un problema, come anche il Card. Tauran ha spesso ricordato.

 
18/08/2016 - CL e il Referendum (ALBERTO DELLISANTI)

Non avevo aggiunto che condivido le due affermazioni centrali di Giorgio Vittadini. Che CL non cerca l'egemonia in politica, criterio ancor più fermo nella corrente stagione ciellina che ha Don Carron alla testa di uno zooccolo duro (mi si passi l'espressione) di persone con la caratura di una compagine leader. Poi il pensiero propedeutico, giustissimo, espresso da Vittadini sul documentarsi e approfondire, per giungere alla propria scelta tra il SI' e il NO. Un processo di conoscenza che si avvale anche dell'offerta del Meeting, come di altre situazioni alle quali non mancherà la presenza di un uomo pubblico come il Professor Vittadini.

 
17/08/2016 - CL e il Referendum (ALBERTO DELLISANTI)

Intanto si può prendere nota come il Meeting (CL) inviti a dibattere del SI' e del NO al Referendum (che Renzi non vuole più ad ottobre, bensì a novembre inoltrato) il trio formato da: 1) la Boschi che insieme a Renzi è l'autrice stessa di ciò che sarà materia del Referendum; 2) Cassese, di cui è nota da tempo la sponsorizzazione piena di Renzi così come della sua "riforma costituzionale"; 3) Casavola, un critico (alla pari dei maggiori costituzionalisti italiani) a rappresentare le ragioni del NO.

 
17/08/2016 - CL (delfini paolo)

Ha ragione Giorgio Vittadini, il voto al referendum è un fatto personale e di coscienza. E' un peccato comunque che la grande maggioranza degli aderenti a CL, movimento al quale anche io appartengo, sia attestata su posizioni pd, ncd o fi.