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RETROSCENA/ Se Renzi cambia la Costituzione perché glielo chiede Jp Morgan

Matteo Renzi continua a essere impegnato sul referendum costituzionale. Che, spiega MARA MALDO, interessa molto a Jp Morgan e alle grandi banche d’affari internazionali

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

Anni fa, ospite di Gad Lerner, il semi sconosciuto sindaco di Firenze era stato colto in fallo mentre durante un intervallo rispondeva tramite auricolare a Giorgio Gori che ne gestiva la performance televisiva. Allora Renzi, per cancellare l'immagine di un uomo eterodiretto, si liberò di Gori relegandolo a sindaco di Bergamo, ma il Renzi silente di questi giorni è indizio di nuovi e più potenti suggeritori che ne hanno rivoluzionato la strategia tanto guascona quanto inconcludente. Questi però vogliono risultati. Via allora dal proscenio il Renzi mussoliniano presidente di tutti, pateticamente attaccato allo smartphone per sommergere di sms gli atleti italiani impegnati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. E dentro invece gli editorialisti dei giornali che contano, quindi non quelli italiani, che spiegano a mezzo mondo che se passa il No sarà recessione per tutta Europa.
In realtà i "pupari" dell'uomo di Rignano sull'Arno, se passa il No, ci rimettono un sacco di soldi. Chi potrà garantirgli infatti in futuro una Costituzione italiana che sfrutta la bugia quasi infantile della cosiddetta "clausola di supremazia dello Stato" per vendersi l'Italia a pezzi? E vivaddio, molti di loro hanno già dato. Dai tempi delle cene in Toscana. Una cena per decidere, una per confermare le decisioni. Primo giugno 2012, primo aprile 2014. Due protagonisti sempre presenti: il presidente del Consiglio Matteo Renzi, l'ex premier britannico Tony Blair. Un terzo (presente con suoi rappresentanti) è l'organizzatore, il vero beneficiario dei frutti degli incontri: la banca d'affari JpMorgan.
Scrive il quotidiano britannico Daily Mirror: "Renzi è il Blair italiano non solo nelle intenzioni politiche, ma anche nelle alleanze economiche. Un esempio? La JpMorgan".
I fatti. Il primo giugno 2012 la banca d'affari statunitense organizza una cena a palazzo Corsini a Firenze. Il padrone di casa Jamie Dimon (amministratore delegato della JpMorgan) invita l'allora sindaco della città Renzi e il già ex primo ministro, e da quattro anni consulente speciale della banca, Blair. Il primo aprile 2014 la scena di sposta Oltremanica. Questa volta gli onori di casa lo fa l'ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terracciano. Durante la cena a base di pesce Renzi e Blair discutono in privato.
Il giorno successivo Blair rilascia un'intervista a Repubblica, in cui afferma: "I momenti di grande crisi sono anche momenti di grande opportunità. In tempi normali sarebbe difficile per chiunque realizzare un programma ambizioso come quello delineato dal nuovo premier italiano. Ma questi non sono tempi normali per l'Italia. Renzi comprende perfettamente la sfida che ha di fronte. Se facesse solo dei piccoli passi rischierebbe di perdere la spinta positiva con cui è partito. Perciò c'è una coerenza tra il suo programma di riforme costituzionali e le riforme strutturali per rilanciare l'economia. E la crisi può dargli l'opportunità per compiere quei cambiamenti che sono necessari al Paese, ma che finora non sono mai stati fatti per le resistenze di lobby e interessi speciali".


COMMENTI
19/08/2016 - " I Pupari " di Renzi (e Boschi e Napolitano) (ALBERTO DELLISANTI)

Penso che siamo davvero in tanti a volerle un gran bene Gentilissima Mara Maldo. Grazie anche oggi. "...Tony Blair, consulente speciale della banca JP Morgan...". La scrittrice ci ricorda l'intervista fatta a lui, da "Repubblica", nel giugno 2012. L'uomo Morgan (nonché guerrafondaio, vedere Iraq 2003), parla con impudenza di "resistenze di lobby e di interessi speciali", i quali impediscono "l'ambizioso programma" di Renzi(più l'emerito Giorgio). Vale a dire il programma del suo (dei loro) "Pupari". Mara Maldo, e il costituzionalista Alessandro Mangia, del quale Mara richiama l'esemplare articolo del 10 maggio scorso. I due commenti qui già pubblicati, li sottoscrivo in pieno. E grazie a Dio sono parte di quel Sud Europa che preghiamo potersi sottrarre (Renzi uscente, oppure mutante, ma proprio mutante) al Dominante Mondiale del mega capitalismo finanziarizzato, con sede principale a Washigton/USA, certamente a Londra (non so la Gran Bretagna), a Berlino/Germania, e (pur arrancante) a Parigi, capitale di una insopportabile grandeur, e della Francia mineur al di là degli artigli che sfodera.

 
19/08/2016 - Motivo in più per votare NO! (Carlo Cerofolini)

Quando la grande finanza internazionale dà dei suggerimenti (aiuto!) ad una Nazione per il suo “bene”, di norma significa che sta tramando solo per poi finire di spolparlo meglio. Detto questo e considerato che proprio la grande finanza internazionale, da tempo, si sta spendendo per convincere gli italiani a votare sì al referendum sulla schiforma costituzionale made in Napolitano-Renzi-Boschi (!!!), non è che questo ulteriore endorsement rappresenti una ragione in più per votare NO a detto referendum?

 
19/08/2016 - JpMorgan (delfini paolo)

La cosa che infastidisce è che le classi dominanti nordeuropee e americane considerano le Nazioni del Sudeuropa, come la nostra Italia, delle semplici colonie,e con una buona dose di disprezzo.