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Politica

MATTARELLA AL MEETING/ Risorgimento 2.0

Sergio Mattarella al Meeting di Rimini (Foto quirinale.it)Sergio Mattarella al Meeting di Rimini (Foto quirinale.it)

Si tratta di un messaggio in cui Mattarella traduce in termini laici la sua personale adesione ai dettami del Vangelo, mentre risulta più esplicito il suo richiamo al necessario cammino di dialogo tra le religioni, in una fase di nuovi scontri di civiltà e appartenenze di fedi ("Il dialogo tra le fedi è oggi una necessità storica, è una condizione per conquistare la pace. Il dialogo tra le fedi è un atto di umiltà, che può riconciliarci con la storia dell'uomo").
Così il presidente può concludere che rispetto all'imponente fenomeno migratorio che stiamo vivendo, "Non ci difenderemo alzando muri verso l'esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario". E ciò nonostante si debba ammettere che "La portata inedita delle migrazioni suscita apprensione".
Il suo richiamo all'unità si declina anche nella necessità di una rivisitazione del progetto europeo, non in un'ottica disfattista, ma secondo lo sguardo di un processo necessario da rendere il più possibile efficace e rispondente alle necessità e alle aspirazioni dei popoli del continente, superando quelli che Alcide De Gasperi definì "germi di disgregazione e di declino, di reciproca diffidenza".
E Infine la medesima esortazione all'unità viene applicata da Mattarella quale ricetta per sconfiggere anche la nuova strade sfida drammatica del terrorismo internazionale, quando sottolinea che soltanto insieme i popoli occidentali potranno contrapporsi efficacemente contro chi cerca di mutare "i nostri cuori e la nostra mente".
Un messaggio di ottimismo e di speranza, quello di Mattarella, fondato ultimamente sulla convinzione che tutte le difficili sfide che la nostra società è oggi chiamata ad affrontare si vinceranno "con la nostra civiltà, e senza rinunciare ad essa".

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COMMENTI
20/08/2016 - Ragione e libertà (Giuseppe Crippa)

Non possiamo chiedere al presidente Mattarella di pronunciarsi su temi che non sente e neppure agli organizzatori del Meeting di sottolineare valori che non ritengono prioritari o di non suggerire i comportamenti elettorali che ritengono utili, ma possiamo sempre esercitare liberamente – anche grazie all’educazione ricevuta in questi decenni – la nostra ragione e la nostra libertà.

 
20/08/2016 - Meeting come il festival dell'Unità? (mauro bazzi)

Il nostro presidente della Repubblica, ha detto quello che noi ciellini volevamo sentire. Però mi risulta difficile accettare che Mattarella non abbia avuto il coraggio di dire anche le cose spiacevoli e cioè che abbiamo un governo che nel suo mandato fino ad oggi ha avuto come priorità la distruzione della società italiana con leggi contro la famiglia, leggi in discussione (come prioritarie) per la liberalizzazione della droga, l'eutanasia, gender nella scuola. Come fa un meeting di Rimini che ha sempre cercato di non essere succube della cultura mondana e della politica delle lobby, impostare tutta questa edizione per far digerire ai ciellini il SI al referendum costituzionale e riuscire a non parlare dei temi etici, in accordo con le direttive dei centri di poteri mondani? Ormai il Meeting di Rimini è diventata una manifestazione come lo è il festival dell'Unità. Con la differenza che almeno al festival dell'Unità non ci si nasconde dietro a un dito. L'originalità culturale e sociale che per trent'anni ha caraterizzato il Meeting di Rimini é terminata definitivamente. L'omologazione è completata.