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GIUSTIZIA/ Canzio (Cassazione) e Legnini (Csm): tutti i danni della giustizia mediatica

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2016

Giovanni Legnini con Sergio Mattarella al Csm (LaPresse) Giovanni Legnini con Sergio Mattarella al Csm (LaPresse)

Poteri separati, secondo i dettami della democrazia liberale e della nostra Costituzione, e forti: ma in equilibrio ed orientati a fare sistema per il bene del Paese. Questo un punto chiave che Canzio e Legnini hanno sottolineato. Per questo il Csm è composto da togati e da politici, da pm e da giudici. E per questo "stiamo procedendo ad autoriforme importanti — ha sottolineato Legnini — prima fra tutte la riforma delle nomine, che concluderemo in settembre con un plenum straordinario presieduto dal Capo dello Stato; le nomine saranno discusse e vagliate ad una ad una e non votate 'a pacchetto'". Insomma: meritocrazia invece del manuale Cencelli.
Canzio ha fatto appello ai magistrati perché siano "trasparenti e chiari" nei loro atti e nella loro imparzialità, professionalmente preparati così da non interpretare la legge arbitrariamente; devono coltivare "l'etica del limite e del dubbio". "L'indipendenza della magistratura è sacra — ha scandito — ma non è un privilegio del singolo. Se lo jus non si confronta col Tu riventa summa injuria". Intanto sembrano calare i toni della polemica politica-magistratura, come ha notato Legnini in chiusura. "Spero che finisca del tutto". Dialoghi ad alto livello costruttivi e senza intenti polemici o corporativi, come quello di ieri, fanno ben sperare.



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COMMENTI
24/08/2016 - magistratura irreformabile (marco nocetti)

Ricordo un altro magistrato, allora presidente ANM, che venne al meeting a dire cose del genere. Dopo di chè fu fatto scomparire nel nulla dai suoi colleghi magistrati. La magistratura è la vera casta. Nessuna speranza che si auto (ma va là) riformi.