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REFERENDUM COSTITUZIONALE / News, se l’economia entra nel voto: Marchionne per il Sì, ma il sistema… (oggi, 29 agosto 2016)

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Sergio Marchionne (Foto: LaPresse)  Sergio Marchionne (Foto: LaPresse)

REFERENDUM COSTITUZIONALE, NEWS E SITUAZIONE POLITICA SUL VOTO PER LE RIFORME (ULTIME NOTIZIE OGGI, 29 AGOSTO 2016). SCONTRO LEGA-MARCHIONNE - Il referendum costituzionale è un tema complicato, delicato e che tendenzialmente ogni giorno che passa acquisisce motivi di importanza in vari ambiti, forse un po’ troppi visto che il rischio di “snobbare” il contenuto per concentrarsi su altre tematiche è molto alto. È chiaro che se in una intervista recentissima il numero 1 della Fiat, Sergio Marchionne, dà la sua indicazione di voto per motivi economici, l’intero carrozzone Sì-No per il voto di novembre (ma anche la data non è certa) si è mosso su intricati equilibri economici. E allora giù lo scontro con la Lega e il M5s che replicano duramente alle parole dell’Ad di FCA con la solfa del “ma da che pulpito” e che rendono l’agone politico ben oltre i temi e le discussioni, già di per loro complesse, sui contenuti del pacchetto di riforme Boschi-Renzi. «Non possiamo demandar al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa. I mercati non hanno coscienza o morale: direi Sì al referendum, non voglio giudicare se la soluzione è perfetta, ma è una mossa nella direzione giusta. L’unica cosa che deve interessare all’azienda è la stabilità del sistema», ha chiosato Marchionne. Apriti cielo, con la reazione di Calderoli che non si è fatta attendere, riportata dall’Ansa: «Marchionne appoggia il Sì al referendum sulle riforme costituzionali per dare più stabilità al sistema? Vorrei capire da che pulpito vorrebbe darci lezioni il signor Marchionne, uno che ha la cittadinanza svizzera per ovvie ragioni fiscali, uno che ha preso la Fiat, un'azienda che per decenni ha beneficiato di aiuti di Stato e incentivi vari e ne ha spostato la sede legale in Olanda sempre per ovvie ragioni fiscali, uno che quando ha fatto quotare in borsa la Ferrari ha scelto di farlo a New York e non a Milano». Economia e politica, ineludibili: ma questo fa capire come il voto del referendum assume su di sé tanto del futuro politico e sociale italiano: ma è giusto così? (Niccolò Magnani)



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