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SPILLO/ Banche in dissesto e "italiani cretini" fra Monti e Renzi

Mario Monti (Lapresse) Mario Monti (Lapresse)

P.S.: Monti non può fare a meno di ricordare che anche lui "si è ritrovato" la patata già allora grossa e bollente del Montepaschi. Lui che poteva, si limitò a sottoscrivere pochi Monti-bond: a posteriori del tutto inutili a risolvere la crisi già allora conclamata a Siena. In quattordici mesi di governo - praticamente con pieni poteri  e con l'autorevolezza  dell'economista e del tecnocrate Ue - avrebbe potuto come minimo  far chiarezza su quanto era avvenuto a Rocca Salimbeni. O per lo meno - allora, ma anche ora - avrebbe potuto dirci che idea si era fatto sulla responsabilità del crac che da anni e ancora in queste ore  sta avvelenando l'intera Azienda-Paese. Invece Monti, già a Natale, è stato il primo a contestare la provocazione di Renzi su una possibile commissione d'inchiesta sulle banche, dopo il dissesto di Etruria & C. 

Per fortuna di Monti, proprio a causa del caso Etruria, è molto difficile che Renzi stesso possa permettersi un'inchiesta puntata contro il passato recente. Ma la massima del governatore Guido Carli scagliata da Monti contro Renzi vale anche all'incontrario: "Gli italiani non sono dei cretini". Vorrebbero certamente dei governanti o ex governanti più seri nel litigare sul risparmio e sul credito.

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COMMENTI
03/08/2016 - Male voluto... (Carlo Cerofolini)

Questo è il in buona parte risultato dovuto ai “moderati” che hanno disertato le urne o che hanno votato per chi propugna la decrescita infelice. Come dire: male voluto non è mai troppo. O no?