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SCENARIO/ La Merkel prepara la sconfitta di Renzi in Europa

Pubblicazione:martedì 30 agosto 2016

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

Due sono i dati negativi del vertice di Ventotene. Il primo riguarda la cristallizzazione della leadership della Merkel. Hollande e Renzi sono apparsi come i suoi "vice": pendevano dalle sue labbra per sapere come le loro leggi finanziarie sarebbero state giudicate e non hanno aperto bocca per contrastare la Merkel sulla Brexit. Hanno cioè accettato di valorizzare il vertice — peraltro formalmente informale — di Bratislava dove la Merkel a metà settembre vuole smentire e esautorare Commissione e Parlamento europei. Se a Bruxelles gli organismi comunitari avevano deciso "tempi brevi" per la Brexit, ora al Consiglio d'Europa di Bratislava la Merkel vuol far ratificare l'intesa raggiunta a quattr'occhi con Theresa May per "tempi lunghi" per salvaguardare il principale importatore di prodotti tedeschi. Hollande e Renzi hanno fatto finta di non saperlo.
Più in generale Hollande, Renzi e Merkel non hanno detto una parola sul perché l'antieuropeismo dal 2014 non sia diminuito, ma cresciuto. Anatemi, non ragionamenti. Sono apparsi cioè come tre imbalsamati incapaci di reagire alle spinte disgregatrici che mettono a rischio l'integrazione europea.
Il secondo dato negativo è che sia Hollande sia Renzi, a bordo della "Garibaldi" hanno sanzionato il silenzio e l'assenza di un "contrappeso" socialista in seno agli organismi dell'Unione. Al silenzio dei socialisti francesi e italiani in verità va aggiunto anche quello della Spd tedesca: firmando a Berlino l'alleanza per il governo con i democristiani, i socialisti tedeschi in cambio di provvedimenti a favore dei loro sindacalisti davano carta bianca alla Merkel sulla politica europea. Il presidente del Parlamento europeo, il socialista tedesco Martin Schultz, appare "un uomo della Merkel" e il vertice del Partito socialista europeo che si è svolto questa settimana a Parigi ha ulteriormente evidenziato l'incapacità di concordare una presenza e una piattaforma alternativa alla cancelliera.  
E' da valutare come questa silenziosa politica di quella che è stata la principale forza della sinistra europea non dia spazio nell'elettorato a movimenti antagonistici e antieuropeisti.
Certamente non si deve far carico a Renzi del vuoto del socialismo europeo in generale, ma esso grava sulle sue spalle e rende più problematica la capacità della ripresa di una "narrazione" di riforme. Dopo le elezioni amministrative il premier non è più stato in grado di mettere a fuoco una tabella di marcia. Il terremoto ha forse positivamente infranto il mondo di cartapesta in cui rischiava di arrotolarsi il governo.



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COMMENTI
30/08/2016 - Quale sconfitta di Renzi? (ALBERTO DELLISANTI)

Finetti, come altri, segnalano a Renzi come la spersonalizzazione del Referendum alla quale il Primo Ministro si è arreso, non potrà che portargli giovamento, rispetto a quella sorta di hara kiri al quale si era votato con la "personalizzazione". Condivido questa affermazione, e l'altra, netta, di Finetti, sulla pura quinta teatrale nella quale è consistito l'incontro a Ventotene dei tre "imbalsamati", dove il pallino di comando è rimasto peraltro saldamente in mano all'imbalsamata (donna) che sta reggendo con abilità le fortune (non eterne, pensiamo almeno questo) della Germania. Non vedo invece argomentato il crollo di Renzi che potrebbe forse avvenire ad opera di Frau Merkel. Al di là del Teatrino o del Teatrone della Politica nei quali Messer Matteo a volte gliele manda anche a dire alla astuta Amministratrice d'Europa (che salva il rapporto con Londra, e fa bene!...) è chiaro che un tale gioco è a Renzi consentito purchè resti il fedele Governatore della Provincia Italiana, incarico al quale è stato eletto da Frau Merkel, dal Petit Monsieur Hollande, e dal Number One Obama Barack.