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SCENARIO/ Dal referendum alle olimpiadi, il problema di Renzi si chiama D'Alema

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Massimo D'Alema (LaPresse)  Massimo D'Alema (LaPresse)

Di fronte a una sconfitta di misura dei Sì, Renzi potrebbe restare tranquillamente al suo posto. Se invece, fatto che non ritengo probabile, il No dovesse umiliare il Sì, è del tutto evidente che Renzi dovrebbe trarne le conseguenze.

 

Intanto D’Alema si è messo alla testa di un partito del No. Qual è il vero valore politico della sua discesa in campo?

Con questa mossa Massimo D’Alema diventa fondamentalmente il vero avversario politico di Renzi. Quindi ottiene involontariamente due risultati: disintegra la sinistra interna, perché dimostra che è acefala, e sospinge le altre forze del No, inclusi Stefano Parisi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, a schierarsi dietro di lui. La considero una mossa azzardata.

 

In che senso?

D’Alema sta personalizzando troppo il No, esattamente come Renzi aveva personalizzato troppo il Sì. Il risultato è che questo referendum rischia di configurarsi come una partita tra Matteo Renzi, segretario del Pd, e Massimo D’Alema, che è stato uno dei suoi fondatori. Per gli elettori degli altri partiti finirà per apparire come una sfida tutta interna al Pd.

 

Il cambiamento di rotta di Renzi nasce anche dal fatto che subodora che la Consulta intende bocciare l’Italicum?

Tutto lascia pensare che l’Italicum non passerà indenne dalla sentenza della Corte costituzionale. Se ciò accadesse sarebbe una sconfitta del Renzi legislatore, ma al Renzi premier sarebbero tolte le castagne dal fuoco. Il premier sta subodorando soprattutto il rischio di una sconfitta al referendum. Se la battaglia referendaria si carica di significati politici, è facile che nel No confluisca tutto il malessere nazionale.

 

Renzi che cosa può controbattere a questo malessere?

Renzi può sostenere il Sì con una parola d’ordine di tipo grillino: riduciamo il numero dei senatori e non paghiamoli, così colpiamo la casta. Quella che si prospetta è quindi una partita non bellissima. Il premier teme di perdere ma non ha già perso, anche perché si voterà alla fine di novembre. In questo arco di tempo possono accadere cose molto negative capaci di nuocere a Renzi, ma anche dei fatti abbastanza positivi capaci di rafforzarlo. Nessuno di noi farebbe oggi il pronostico su chi vincerà la Champions League, e la stessa prudenza ci vuole anche per quanto riguarda il referendum.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
01/09/2016 - politica acefala (roberto cagnoni)

Ho seguito attentamente il Meeting e ho respirato a pieni polmoni. Questi personaggi non si confrontano sulle motivazioni necessarie per rendere più snello il funzionamento istituzionale del nostro paese, come hanno fatto i due eminenti costituzionalisti presenti al Meeting, se memoria non mi tradisce, CASAVOLA E CASSESE. Questi personaggi sono semplicemente acefali. Di questo passo, con la politica infestata di prime donne e di omuncoli, rischiamo di essere un paese ormai decotto e preda di tutti i potentati economico-finanziari di tutto il mondo. Forse meglio diventare una colonia di un paese con i controcoglioni.