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SCENARIO/ Dal referendum alle olimpiadi, il problema di Renzi si chiama D'Alema

Pubblicazione:mercoledì 31 agosto 2016

Massimo D'Alema (LaPresse) Massimo D'Alema (LaPresse)

“Massimo D’Alema sta personalizzando troppo il No esattamente come Renzi aveva personalizzato troppo il Sì”. Lo afferma Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds, secondo cui “mettendosi alla testa del partito del No al referendum, D’Alema ottiene involontariamente due risultati: disintegra la sinistra interna, perché dimostra che è acefala, e sospinge le altre forze del No, inclusi Stefano Parisi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, a schierarsi dietro di lui”. Intervenendo a una festa della sinistra a Vicenza, Massimo D’Alema ha annunciato che sta preparando una riforma costituzionale alternativa a quella di Renzi ed è tornato a polemizzare con il premier: “Sta accumulando sconfitte su sconfitte. Io però non ho chiesto le sue dimissioni. Ha fatto tutto lui, dice e disdice. Renzi contro Renzi. Noto però con piacere che ora ha sconvocato le urne anticipate”.

 

Caldarola, partiamo dalle polemiche post terremoto. Lega Nord e M5s si sono opposti alla scelta di Vasco Errani come commissario per il terremoto. Quali sono le reali motivazioni politiche?

Di puro disturbo. Poiché i Cinque Stelle non sono riusciti a trovare una ragione per criticare Renzi sulla vicenda del terremoto, sostengono la tesi che il premier intenda nominare Vasco Errani per sottrarre alla minoranza di Pierluigi Bersani un autorevolissimo personaggio. La verità è che Errani è stato un governatore con i controfiocchi, si è occupato del terremoto in Emilia-Romagna ed è uscito indenne da una persecuzione giudiziaria. Ha quindi tutti i titoli per questo incarico.

 

Il Messaggero ha ipotizzato che le Olimpiadi possano essere spostate da Roma a Milano. Che cosa c’è dietro a questa vicenda?

In questo momento non si capisce bene quale sia l’effettivo atteggiamento del sindaco Virginia Raggi e di molti suoi assessori. Siamo in piena indecisione di fronte alle Olimpiadi, perché M5s aveva pronunciato un rifiuto molto secco ma ora si rende conto che le Olimpiadi in ogni caso se gestite bene sono un’occasione straordinaria. L’ipotesi di Milano fa parte della sfida che porta a dire che laddove Roma non crede di essere all’altezza, può farlo il capoluogo lombardo. Ciò sposterebbe ancora di più il baricentro italiano sulle spalle di Milano e sarebbe una sconfitta per Roma.

 

Renzi ha annunciato che si voterà nel 2018 anche se al referendum vincessero i No. Perché il premier ha deciso di capovolgere la sua impostazione?

Renzi ha deciso di rovesciare la sua iniziale impostazione che era fondata sul fatto che il referendum fosse pro o contro di lui. Se avesse quindi detto che di fronte a una vittoria del No si sarebbe dimesso, inevitabilmente avrebbe re-innescato il tema del referendum sulla sua persona. Negando le elezioni anticipate è come se dicesse che il governo non è coinvolto nella battaglia referendaria. Noi sappiamo che questo non è vero perché il governo è coinvolto eccome, e non potrebbe essere altrimenti. Le affermazioni di Renzi servono quindi a sottrarre il suo nome dalla disputa referendaria, e vanno prese più come un’affermazione di propaganda che come un’intenzione politica vera.

 

Ma allora Renzi che cosa intende fare realmente?


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COMMENTI
01/09/2016 - politica acefala (roberto cagnoni)

Ho seguito attentamente il Meeting e ho respirato a pieni polmoni. Questi personaggi non si confrontano sulle motivazioni necessarie per rendere più snello il funzionamento istituzionale del nostro paese, come hanno fatto i due eminenti costituzionalisti presenti al Meeting, se memoria non mi tradisce, CASAVOLA E CASSESE. Questi personaggi sono semplicemente acefali. Di questo passo, con la politica infestata di prime donne e di omuncoli, rischiamo di essere un paese ormai decotto e preda di tutti i potentati economico-finanziari di tutto il mondo. Forse meglio diventare una colonia di un paese con i controcoglioni.