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Politica

REFERENDUM COSTITUZIONALE/ Chi vuole l'Italia "schiava" della maggioranza?

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Un'analoga osservazione vale anche per il confronto con il modello federale statunitense in cui, a parte la diversa figura del Presidente, gli Stati hanno ampi ed effettivi poteri legislativi e il Senato nell'ambito del Congresso ha un ruolo assai rilevante. Neppure si può dire che la riforma tragga dal modello spagnolo (in cui vi è uno Stato regionale e in cui il Senato è "la Camera di rappresentanza territoriale"), perché la costituzione spagnola ha reso costituzionale il sistema elettivo proporzionale, onde in Spagna non si potrebbe mai verificare un potere del partito di maggioranza paragonabile a quello che risulterebbe dalla riforma italiana combinata con l'applicazione del premio di maggioranza di cui alla legge elettorale, premio che, in una considerazione comparatistica, appare di una entità estranea ai modelli e regimi parlamentari. 

Con tutto ciò appare assai valida nella riforma l'intenzione di passare da un bicameralismo paritario a un bicameralismo differenziato. Questa è un'effettiva esigenza di snellimento e di semplificazione ma, come osservato, la modalità attuativa di tale esigenza non può risolversi in una cancellazione dei limiti e delle garanzie di fronte al potere della maggioranza, qualunque essa sia. 

 

(1 - continua)

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