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SCENARIO/ Berlusconi e Grillo preparano un anno di tregua con Renzi

Pubblicazione:domenica 7 agosto 2016

La Presse La Presse

Credo di sì. Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni è un partito romano, con irradiazioni nazionali a macchia di leopardo, e la stella di Salvini sembra sempre meno luminosa e in ogni caso non ha più capacità espansiva. Il segretario della Lega perde anche l’alleanza con Roberto Maroni, che viceversa si trova più in sintonia con Parisi che non con il suo compagno di partito. Questa operazione ha però bisogno di tempo, e questo può aiutare Renzi.

 

In che senso?

Per dare tempo a Parisi di fare la rivoluzione interna, Berlusconi non ha bisogno di qualche mese bensì di almeno un anno. Ciò fa pensare che da parte del centrodestra non partiranno siluri immediati tali da portare alla fine del governo Renzi. Siluri immediati non arriveranno neanche da M5s, che nell’eventualità di una campagna elettorale a breve rischierebbe di trovarsi con la Raggi in mezzo al guado. Pur temendo il risultato del referendum, Renzi torna quindi ad avere dalla sua la difficoltà degli avversari. Certo il governo ha dei problemi, ma quelli delle opposizioni sono di gran lunga maggiori.

 

Renzi e Berlusconi preparano un nuovo Nazareno?

Non è impossibile un nuovo Nazareno, anche se a Parisi conviene piuttosto una contrapposizione a Renzi, sia pure con uno stile misurato, altrimenti la sua creatura non decolla. In una prospettiva di medio periodo però la spinta a collaborare ci può essere.

 

La giunta Raggi sta affrontando il problema dei rifiuti a Roma. Per M5s possono esserci conseguenze nazionali?

Un insuccesso di Virginia Raggi presumibilmente non avverrà su piccole questioni, bensì proprio su quei problemi che l’hanno portata al Campidoglio. Può avvenire cioè sui trasporti, sui rifiuti o sul rapporto con i grandi potentati. M5s però gode ancora di un tesoretto di voto di protesta che neppure gli errori dei suoi sindaci al momento possono scalfire. I consensi dei Cinque Stelle in questo momento prescindono da quello che fa il movimento. È un voto di spregio contro il vecchio sistema politico.

 

(Pietro Vernizzi)



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