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SCENARIO/ Renzi nella morsa di Merkel e Mattarella

Pubblicazione:lunedì 8 agosto 2016

Renzi, Grasso e Mattarella (LaPresse) Renzi, Grasso e Mattarella (LaPresse)

All'indomani del referendum britannico si riuniscono tutti gli organismi comunitari che stabiliscono in modo unitario e solenne "tempi brevi" per l'avvio delle procedure di uscita della Gran Bretagna. Londra non gradisce e così Theresa May va non da Juncker a Bruxelles, ma a Berlino e concorda con la Merkel che l'Unione europea cambi linea: tempi non più brevi. Quindi il premier inglese va a Roma dove Renzi fa finta di nulla, evita il tema dei tempi della Brexit e parla solo degli italiani a Londra.
Ancora più grave è il caso Turchia. Il presidente islamico — che ha instaurato un regime di polizia e di repressione — si fa intervistare dalla Rai: accusa l'Unione europea di mancata solidarietà, apostrofa la Mogherini e minaccia di far saltare gli accordi sull'immigrazione che preoccupano la Germania. Mentre in Italia tutti, a cominciare da Renzi, ancora insorgono contro gli arresti e le documentate violenze di chi è sospettato di dissenso (a cominciare da politici, intellettuali, sindacalisti, magistrati, giornalisti, insegnanti) da Berlino la Merkel ordina a Juncker di capitolare. L'indomani il segretario generale del Consiglio d'Europa — certo Thorbjorn Jaglund — si precipita ad Ankara presentando a Erdogan le scuse dell'Unione europea e il presidente della Commissione europea, Juncker, ribadisce l'obiettivo di avere quanto prima il dittatore turco tra i capi di Stato dell'Unione europea. L'Europa che in piena guerra fredda chiudeva le porte a Spagna, Portogallo e ai colonnelli greci nonostante avessero l'appoggio americano e della Nato è un passato con cui l'attuale Ue è in completa soluzione di continuità. Forse l'antieuropeismo che cresce non è solo neofascismo.
Ad appesantire la situazione è anche l'ombra statunitense che vuole un'Europa senza una politica estera autonoma e con — come scrive Henri Kissinger — la Germania come "soggetto unificatore". E' una situazione difficile che richiede una strategia politica per modificarla e non la mera organizzazione di un evento mediatico per negare l'evidenza (un vertice in Italia dove Renzi si fa ritrarre da Campo Dall'Orto come "padrone di casa").
Certamente le difficoltà di Renzi di fronte alla Merkel sono dovute a handicap obiettivi: il coltello sotto la gola dello "zero virgola" a ogni legge finanziaria, la mancanza del "contrappeso" francese con un Hollande in caduta libera in Francia dove lo stesso suo primo ministro, Valls, gli contesta la candidatura alle prossime presidenziali e più in generale la scomparsa dalla scena del Partito socialista europeo che su crisi economica, immigrazione e terrorismo ha cessato di avere una politica comune e di agire in dissenso con la Merkel.



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COMMENTI
08/08/2016 - U. Finetti e G. Passali (ALBERTO DELLISANTI)

L'antieuropeismo di cui scrive Finetti lo dettaglierei meglio, chiamandolo avversione all'europeismo che è in atto: una UE sinonimo di germanismo (barra franchismo). E' la avversione a questo tipo di europeismo che accomuna simpatizzanti di sinistra e, via via, fino a simpatizzanti di destra. Nemmeno ai lepenisti, nemmeno ai Salvini filo lepenisti, e altri così (variamente) definiti populisti, si osa applicare la definizione di neofascisti. Sebbene esistano quelli che (nella loro mente) la pensano così. Renzi(ai suoi esordi) scaricò Cameron, e graziosamente rese possibile alla Merkel far nominare quel vecchio arnese di Junker (servo fedele della Germania). Un ferro vecchio che è bene che sia ora subissato dalla padrona che lo impose. Renzi è d'altronde (al di là di sparate verbali con cui gonfia il petto, e mostra "i muscoli" a Merkel) il Governatore gradito alla UE della neo provincia italiana dell'Imperium Germanicum, quello che gli USA desiderano da tanto, e purchè non abbia una politica estera autonoma. Ma al proposito di Crippa che perora commenti, segnalo lo straordinario articolo odierno di GIOVANNI PASSALI "La guerra contro i popoli che serve ai poteri forti finanziari". Lo devo proprio rileggere.

 
08/08/2016 - Meglio tardi che mai (Giuseppe Crippa)

Vorrei far notare questa affermazione di Finetti, acuto osservatore della politica italiana, sulla quale mi auguro tornino anche altri commentatori: “Forse l’antieuropeismo che cresce non è solo neofascismo”. Finalmente ci sta arrivando anche la sinistra (almeno quella moderata)...