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Politica

REFERENDUM/ Mauro: 4 ragioni per dire no alla riforma di Goldman Sachs e JPM

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Non mi faccia dire quello che non ho detto. Io non sono tra quelli che dicono che Renzi & co. sono autoritari. Dico invece che questo testo riduce gravemente gli spazi di democrazia e libertà e che meglio sarebbe ripartire da un'assemblea costituente, dove il governo non è protagonista di un'intesa che necessariamente piega ai suoi interessi del momento. Questo è lo spirito costituente che ha caratterizzato i lavori della prima stesura della nostra carta. Poi sono stati fatte durante le legislature ordinarie puntuali e non rare modifiche. Ma qui si parla di cambiare 50 articoli. E soprattutto di modificare l'assetto delle istituzioni in senso centralista e statalista. Cioè l'esatto contrario degli ideali di Sturzo e De Gasperi.

 

Lei ha fatto parte della prima commissione di saggi voluta da Napolitano. Ma cosa avete partorito? Nulla, se non ricordo male.

No. La realtà è ben diversa: il gruppo a quattro formato da Onida, Quagliariello, Violante e me stilò una relazione articolata su sei linee guida: diritti dei cittadini, riforme costituzionali, parlamento e governo, rapporto stato-regioni, amministrazione della giustizia e finanziamento pubblico dei partiti. Le parole chiave di quel lavoro erano sussidiarietà, libertà, autonomia. Mi spiace, ma nulla di tutto ciò è nel testo approvato dal parlamento. 

 

A proposito di voi quattro…

Io, Onida e Quagliariello voteremo contro al referendum. Violante in più di una sede, pur orientandosi al Sì, ha chiesto modifiche tali da giustificare una rivisitazione di quanto proposto dal governo, soprattutto, come peraltro notato dallo stesso Napolitano, per la pericolosità di questo impianto dello stato connesso ad una legge elettorale che pialla il ruolo delle opposizioni e cancella i termini stessi della democrazia rappresentativa.

 

D'accordo, che lei sia contrario alla riforma per ragioni politiche, l'abbiamo capito. Veniamo al merito. Cosa non va, secondo lei? Vada per punti, per favore.

Ma la riforma non è buona purchessia, esistono le cattive riforme e le buone riforme. Complessivamente quella voluta da Renzi è una cattiva riforma, dunque voterò No. Non tutto delle riforma costituzionale è da buttare, ma essendo costretti a scegliere in maniera secca tra un sì ed un no, la scelta sarà per il no. 

 

Cominciamo dai motivi, dunque, senatore.

Ho scritto io stesso dei pericoli insiti nel percorso riformatore avviato da Renzi: il timore per la costruzione di un sistema di fatto autoritario, dove un partito con poco più del 20 per cento dei consensi del corpo elettorale può ottenere un potere immenso e di fatto incontrastabile, è anche il mio. Un timore che è aumentato dopo aver visto il renzismo occupare militarmente la Rai, porre la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale e addirittura (dopo aver esplicitamente negato che l'avrebbe mai fatto) su una normativa di coscienza come quella sulle unioni civili omosessuali. Forzature mai viste in un'aula parlamentare, che — se permette — fanno crescere i dubbi sulle modalità con cui verrebbe gestito il potere se fosse consegnato secondo il combinato disposto della legge elettorale e della riforma. 

 

Dunque il primo problema sta nella legge elettorale, che fa un tutt'uno con la riforma perché stabilisce come vengono eletti i deputati che votano la fiducia al governo.

L'Italicum è pienamente in vigore dal luglio scorso e non sarà toccato dall'esito del voto. Sarà un altro il passaggio determinante per la vita di quella riforma e si terrà il 4 ottobre. La Consulta ha bocciato il porcellum (sentenza 1/2014, ndr) perché ha considerato abnorme il premio di maggioranza e incostituzionale il meccanismo della lista bloccata che non permette ai cittadini di scegliersi i parlamentari. E nell'Italicum il problema non pare risolto.

 

Perché secondo lei? 


COMMENTI
13/09/2016 - Peccato! (ROBERTO PELLEGATTA)

Caro Mario mi spiace leggere che le ragioni del no hanno poco o quasi nulla a che fare con aspetti precisi del testo votato dal Parlamento. Peccato!

 
11/09/2016 - il Bomba (Ma BA)

Quelli di Mauro sono argomenti convincenti. Oltre a quelli più strettamente "tecnici" anche per me ha pesato grandemente il comportamento del "bomba", come lo chiamavano al liceo (notizia di comuni conoscenti) sulle Unioni Civili. Mi ha infastidito e sinceramente preoccupato che un leader cosiddetto cattolico abbia buttato nel cesso per convenienza politica quelli che prima, nel 2007, erano principi capisaldo del suo credo, oltretutto mentendo spudoratamente come ricorda Mauro sull'uso della fiducia riguardo un argomento così delicato. Naturalmente noi cittadini non veniamo mai consultati su argomenti generali ed importanti ed anche in questa riforma mi pare non se ne parli. Alcuni, come il Foglio, apostrofano i "sì" dicendo che votando no ci si accomuna ai vari Zagrebelsky, Bindi etc. da una parte e Lega e Fdl dall'altra, considerati simbolo della conservazione. Pur se vero per alcuni di essi, questi sono argomenti risibili e francamente anche un po' miserabili. Voterò no.

 
10/09/2016 - Analisi convincente (Carlo Cerofolini)

Analisi convincente e quindi NO convinto. E vai!