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REFERENDUM/ Mauro: 4 ragioni per dire no alla riforma di Goldman Sachs e JPM

Pubblicazione:sabato 10 settembre 2016

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Non è un'argomentazione debole, perché l'esistente è pessimo, ma non è colpa dei meccanismi costituzionali, alcuni dei quali arrugginiti, altri pletorici, altri ancora inutilmente costosi. Ma nessuno di questi argomenti mi convince a premiare con un voto favorevole la riforma Renzi-Boschi-Verdini. Il punto è che non si possono scrivere riforme a seconda delle convenienze del momento, perché le convenienze e i momenti sono mutevoli. Cambiano. Non cambia invece la mia decisione già spiegata mesi fa di votare No.

 

Se guardiamo gli eventi recenti, sembra di scorgere una certa linearità: le elezioni politiche del 2013, la situazione bloccata, il secondo mandato di Napolitano, il governo Letta, la consegna al paese di fare le riforme. Perché sfilarsi, perché non starci e collaborare?

Confidando nelle dichiarazioni di Renzi e Napolitano votammo inizialmente la fiducia a questo governo, che promise di mantenere la logica delle larghe intese, ma poi si è mostrato politico fino a mettere la fiducia sulle unioni civili. Non solo; la stessa Forza Italia ha sperato in un rapporto leale con Renzi. Oggi siamo tutti più sereni e più decisi a votare No. 

 

Lei voterebbe Sì al referendum con una legge elettorale diversa? A quali condizioni?

No. La legge elettorale è drammaticamente antidemocratica. Non va cambiata, va cancellata. Occorre garantire all'Italia una legge elettorale che permetta la rappresentatività. La governabilità è un falso problema. I tedeschi hanno avuto col proporzionale 10 governi in 60 anni. La modifica costituzionale ci porterebbe invece sulle soglie del conflitto. Non scherzo. Ripeto: non puoi pretendere di fare un campo di calcio con una metà campo grande come uno di pallacanestro. Perché giocando undici per parte in quella metà campo nessuno farebbe gol. Si sta sottovalutando troppo questo aspetto: libertà e democrazia sono care alla gente anche più dei soldi e del lavoro.

 

"Si vota non prima del 2018, comunque vada il referendum", ha detto a fine agosto il capo del governo. Come commenta?

E' un amo cui far abboccare la minoranza Pd e i parlamentari alla deriva di questa legislatura. Renzi è abile, ma senza visione. Fino al referendum prometterà mari e monti. Poi correrà al voto perché gli impegni assunti sono sproporzionati rispetto alla tenuta dei conti pubblici, già gravemente compromessa da un governo clientelare che ai 500 euro ai diciottenni per andare al cinema ha aggiunto la figura degli insegnanti senza alunni della Buona Scuola.

 

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
13/09/2016 - Peccato! (ROBERTO PELLEGATTA)

Caro Mario mi spiace leggere che le ragioni del no hanno poco o quasi nulla a che fare con aspetti precisi del testo votato dal Parlamento. Peccato!

 
11/09/2016 - il Bomba (Ma BA)

Quelli di Mauro sono argomenti convincenti. Oltre a quelli più strettamente "tecnici" anche per me ha pesato grandemente il comportamento del "bomba", come lo chiamavano al liceo (notizia di comuni conoscenti) sulle Unioni Civili. Mi ha infastidito e sinceramente preoccupato che un leader cosiddetto cattolico abbia buttato nel cesso per convenienza politica quelli che prima, nel 2007, erano principi capisaldo del suo credo, oltretutto mentendo spudoratamente come ricorda Mauro sull'uso della fiducia riguardo un argomento così delicato. Naturalmente noi cittadini non veniamo mai consultati su argomenti generali ed importanti ed anche in questa riforma mi pare non se ne parli. Alcuni, come il Foglio, apostrofano i "sì" dicendo che votando no ci si accomuna ai vari Zagrebelsky, Bindi etc. da una parte e Lega e Fdl dall'altra, considerati simbolo della conservazione. Pur se vero per alcuni di essi, questi sono argomenti risibili e francamente anche un po' miserabili. Voterò no.

 
10/09/2016 - Analisi convincente (Carlo Cerofolini)

Analisi convincente e quindi NO convinto. E vai!