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CAOS ROMA/ Quella pericolosa somiglianza tra Renzi e Grillo

Pubblicazione:domenica 11 settembre 2016

Beppe Grillo (LaPresse) Beppe Grillo (LaPresse)

Al politico non si chiede di sapere tutto sul piano tecnico-scientifico, anche se qualcosa dovrebbe sapere, ma di scegliere — a suo gradimento — tecnici, possibilmente di valore, cui chiedere di conformare la decisione politica in modo scientificamente accettabile e perciò rispettando l'elaborazione che il tecnico può mettere a disposizione del politico, senza chiedere la fabbricazione di mostri, anche se, purtroppo, non mancano tecnici che, come il professor Frederick Frankenstein Junior, sono sempre pronti a esclamare "si può fare!", invece di contrastare scelte che sin dall'inizio sono chiaramente il frutto dell'alienazione tecnica del politico e, perciò, completamente errate e politicamente dannose.

A questo punto, la terza considerazione risulta del tutto evidente e concerne ciò che accomuna il gruppo che si è formato attorno a Renzi e quello che si è formato attorno a Grillo: entrambi i gruppi credono di avere idee, ma non hanno un'ideologia che collochi il loro pensiero nella storia delle idee politiche; entrambi sono distanti dalla storia nazionale; entrambi conoscono in modo solo approssimativo come funzionano gli stati e le istituzioni europee; entrambi hanno una visione non democratica del potere, ma tendenzialmente personale; entrambi sono il frutto di una fase politica italiana inedita, caratterizzata dalla presenza di forze che perseguono interessi diversida quelli nazionali.

La politica non è un procedimento tecnico di "nudging" e un partito che non realizza il bene comune, sia a livello locale, sia a livello centrale, non si sa quanto possa durare, ma certamente non è destinato a entrare nella storia. Renzi e Grillo sono avvisati.



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