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REFERENDUM/ E Italicum, così la Consulta potrebbe aiutare il Sì

Il 4 ottobre la Corte costituzionale si pronuncerà sulla costituzionalità dell'Italicum. Una sentenza che potrebbe cambiare lo scenario. GIUSEPPE SABELLA e ROCCO TODERO

Maria Elena Boschi (LaPresse) Maria Elena Boschi (LaPresse)

"Non è la fine del mondo se vince il no" ha detto Maria Elena Boschi intervenendo di recente alla festa dell'Unità di Torino, dopo l'annuncio di Matteo Renzi "si vota nel 2018 anche se vince il No". In realtà, al netto delle loro dichiarazioni, l'umore del premier e del ministro per le Riforme costituzionali è in salita; e non solo per il caso Raggi.

Il 4 ottobre la Corte costituzionale si pronuncerà sui due ricorsi presentati circa l'Italicum dai Tribunali di Messina e di Torino che hanno fatto propri alcuni rilievi sollevati da un comitato di legali coordinati dall'avvocato Felice Besostri, già protagonista della battaglia vinta contro il Porcellum. Per quanto il ricorso di Messina è a rischio ammissibilità perché presentato prima del 1° luglio scorso — quando è entrato in vigore l'Italicum — il problema per il ricorso di Torino non si pone.

Naturalmente uno dei nodi dell'Italicum è il premio di maggioranza al partito che vince le elezioni, cosa su cui non solo è in corso un grosso ripensamento da parte del Pd e dello stesso Renzi — il 40% delle elezioni europee 2014 è molto lontano — ma che lo stesso presidente della Repubblica Mattarella non ama, perché non include, non favorisce alleanze e coalizioni. L'altro invece riguarda la disciplina dei capilista bloccati scelti dai partiti, rispetto alla quale il dubbio di legittimità attiene ai margini di libertà riconosciuti rispettivamente agli elettori ed ai partiti politici.

Sul primo punto, anche Giorgio Napolitano in questi giorni ha detto la sua: "Serve un accordo per cambiare l'Italicum, lo scenario politico risulta mutato. Ci sono nuovi partiti che hanno rotto il gioco di governo tra due schieramenti, con il rischio che vada al ballottaggio e vinca chi al primo turno ha ricevuto una base troppo scarsa di legittimazione col voto popolare". Sulla legge elettorale ha detto la sua persino Matteo Renzi: "L'Italicum si può cambiare anche con l'ok della Consulta".

Sarà, dunque, fondamentale ciò che la Consulta deciderà il 4 ottobre. E se l'Italicum, come pare, sarà respinto, è chiaro che i partiti saranno chiamati ad un nuovo accordo politico sulla legge elettorale che potrebbe regalare qualche sorpresa. Anche se c'è da considerare che se da un lato l'accoglimento della censura di costituzionalità relativa alla disciplina del ballottaggio avrebbe l'effetto di spingere Governo e maggioranza a cercare un'ampia intesa parlamentare, dall'altro la dichiarazione di incostituzionalità relativa allo sola disciplina dei capilista bloccati non avrebbe lo stesso effetto in quanto la modifica da effettuare sull'Italicum in questo caso sarebbe già insista nella sentenza della Corte, con ben pochi margini di concertazione parlamentare. 


COMMENTI
12/09/2016 - NO e poi ancora NO (ALBERTO DELLISANTI)

Non cambierei una virgola a quanto scritto da Cerfolini (e a quanto pensato da Cerofolini come Patrini).

 
12/09/2016 - NO e poi ancora NO alla “schiforma” costituzionale (Carlo Cerofolini)

Se anche la Corte Costituzionale dovesse bocciare in parte o in toto l’Italicum e questo, specie se la bocciatura fosse parziale, dovesse essere visto come un assist per il Sì al referendum costituzionale made in Napolitano (aiuto!), ciò non toglie che: 1) il vedersi comunque bocciata la legge elettorale, su cui Renzi ha messo la fiducia, questo sarebbe uno smacco non indifferente da ben evidenziare, perché farebbe meglio capire agli elettori la diciamo caratura del nostro attuale premier; 2) è comunque vitale votare NO ad una riforma della Costituzione che è, nel merito, una “schiforma” pericolosa, logorroica, confusa e che - oltre a creare molti più problemi di quelli che si millanta dovrebbe risolvere – per di più ci metterebbe completamente in mano all’eurocrazia ai cui diktat il Parlamento dovrà dire sempre sì, anzi, in tedesco, jawhol. Gli italiani stiano accorti!

 
12/09/2016 - NO, comunque! (Luigi PATRINI)

Al referendum voterò comunque NO, perchè la riforma di una parte così consistente non può essere fatta sulla base di un voto Parlamentare di stretta maggioranza: la Costituzione di tutti. Poi diverse questioni sono risolte in modo assai discutibile. Comunque NO, anche se cambia l'Italicum che, così come è oggi, è, comunque, la peggior legge elettorale che abbia avuto nostra Repubblica; paragonabile alla pessima Legge Acerbo.