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CAOS PD/ Fornaro: l'Italicum? Renzi vuole solo dividere i dem

Pubblicazione:martedì 13 settembre 2016

Pier Luigi Bersani (LaPresse) Pier Luigi Bersani (LaPresse)

“A differenza di quanto hanno scritto i grandi giornali, la minoranza Pd che fa capo a Roberto Speranza non ha ancora formalizzato il No al referendum. Quello che chiediamo a Matteo Renzi è di uscire dalla melina e dal traccheggio, e avviare un’iniziativa politica e parlamentare che affronti i nodi della riforma elettorale”. Lo afferma Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd. Dopo l’intervento conclusivo del segretario Pd, Matteo Renzi, alla Festa nazionale dell’Unità a Catania, Pierluigi Bersani ha commentato lapidario: “Renzi a Catania? E’ la solita canzone”. A creare malumori nella sinistra Pd sono state soprattutto le polemiche di Renzi contro Massimo D’Alema, nonché la mancanza di proposte concrete.

 

Renzi si è detto disponibile a modificare l’Italicum. Perché votare No al referendum prima ancora che il premier abbia formalizzato una proposta?

La formalizzazione del No da parte nostra è una forzatura giornalistica. Domenica Roberto Speranza ha detto una cosa diversa, e cioè che stante questa situazione non ci sono le premesse per votare Sì o meglio a queste condizioni Renzi ci costringe in qualche modo a non votare Sì...

 

A quali condizioni si riferisce?

Noi abbiamo posto la questione del rapporto tra legge elettorale e riforme costituzionali. Nel comizio di chiusura alla Festa Nazionale dell’Unità di Catania ci saremmo aspettati un altro discorso, che provasse a trovare gli elementi di unitarietà del Pd, e non invece un discorso che ha continuato ad alimentare le divisioni.

 

Ma non c’è stata un’apertura da parte di Renzi?

Non nei fatti. Renzi si è guardato bene dal citare la legge attuativa per la scelta dei senatori. Mentre sull’Italicum ha genericamente detto che il Pd ha le sue proposte: mi chiedo quali siano e dove siano state discusse e decise. Cioè il premier non è entrato nel merito e soprattutto non ha lanciato quel segnale politico di apertura che ci saremmo aspettati nei confronti della minoranza Pd e in particolare della nostra area.

 

L’Italicum si può modificare con legge ordinaria, mentre una riforma costituzionale richiede un iter lungo e complesso. Perché gettare via il bambino con l’acqua sporca?

Perché la legge elettorale è il cuore pulsante di una democrazia. In un momento in cui saranno chiamati a votare per il referendum, i cittadini hanno il diritto di sapere come saranno eletti Camera e Senato. Il giudizio sulla riforma che supera il bicameralismo perfetto e che affida a una sola Camera il potere di dare la fiducia evidentemente impone una chiarezza proprio sui sistemi elettorali di Camera e Senato.

 

Che cosa dovrebbe fare Renzi per convincervi a riaprire il dialogo sulla riforma costituzionale?

Quello che domenica ha ribadito Speranza, e cioè avviare un’iniziativa politica e parlamentare che affronti i nodi della riforma elettorale e provi a delineare una legge elettorale per la Camera e per il Senato. Insomma uscire dalla melina e dal traccheggio, per dare un segnale chiaro in questa direzione.

 

Voi quale legge elettorale vorreste?


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