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REFERENDUM/ Così Napolitano e Mattarella mettono Renzi spalle al muro

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

Sì. Ed è per questa ragione che si attende una mossa di Renzi convincente, soprattutto non fumosa. Non si può aspettare molto tempo e non si può dimostrare solo una disponibilità di facciata. La mia impressione è che si presenta l'occasione di curare il vizio di fondo dell'Italicum come del precedente Porcellum: le liste bloccate, l'assenza di un rapporto tra elettore ed eletto. I collegi uninominali, ad esempio, sarebbero una scelta coraggiosa che richiede la determinazione di giocare in campo aperto, senza paura di alzare la posta. In fondo erano le caratteristiche del renzismo originario.

 

Scusi Folli, aggiungiamo un'altra considerazione. I fatti di Roma, della sua giunta e di quello che sta avvenendo all'interno del M5s potrebbero creare una situazione diversa rispetto a quella delle ultime amministrative. E' adesso che occorre attendere la prossima mossa di Renzi in campo istituzionale e sull'Italicum, sulla legge elettorale che continua a dividere e a far discutere anche all'interno dello stesso Pd.

Qui è meglio non farsi illusioni e non fare confusione. C'è stata indubbiamente una grande mobilità elettorale. Ed è prevedibile che questa mobilità si ripresenti perché c'è una diffusa diffidenza verso la politica. Ma i voti non vanno e vengono. Difficile che i delusi del M5s si riconvertano al Pd. E' più probabile che accrescano la loro disillusione e che disertino le urne. In questo modo si arriva lentamente all'asfissia di una democrazia. Forse è meglio affrontare con chiarezza e determinazione sia il problema economico, che è indubbiamente grave (si pensi solo alla questione bancaria, alle perdite in Borsa dell'Italia durante quest'anno, alla crescita degli altri paesi rispetto alla nostra crisi) e affrontare, senza creare divisioni devastanti, la riforma istituzionale.

 

(Gianluigi Da Rold)

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