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REFERENDUM/ Foa: Obama e Merkel vogliono il Sì perché gli "serve" questa Ue

Pubblicazione:giovedì 15 settembre 2016

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Ha un senso molto importante. Gli osservatori della politica internazionale avevano dato grande importanza al fatto che nel primo anno dal suo insediamento a Palazzo Chigi, Renzi fosse stato tenuto lontano dalla Casa Bianca. La sua prima visita risale infatti al 17 aprile 2015. Per venire all’incontro previsto per il 18 ottobre prossimo, farsi ricevere da un presidente che in questo momento è popolare e che viene rivalutato visto quanto sta accadendo tra Donald Trump e Hillary Clinton, ha una forza simbolica enorme.

 

Quali possono esserne le conseguenze?

L’invito alla Casa Bianca con la copertura televisiva e mediatica che ne deriverà è un modo per proiettare autorevolezza e rafforzare il profilo politico di Renzi. A poche settimane dal referendum è un fatto molto importante che certo al premier non dispiacerà. E’ un gesto che ha ancora il suo peso politico, nonostante il fatto che Obama sia in uscita.

 

Ieri anche la Merkel ha espresso il suo sostegno a Renzi. Che cosa significa questa presa di posizione?

Significa che la preoccupazione di cui abbiamo parlato da parte dell’establishment europeo e internazionale è davvero molto forte. Se nell’arco di 24 ore l’ambasciatore americano e la Merkel fanno dichiarazioni di questo tipo, è indice del fatto che davvero temono tantissimo il fatto che, con una vittoria dei No al referendum, Renzi diventi molto più debole. Stato Uniti e Germania non vogliono che l’Italia sia l’anello ancora più debole della politica europea. Questa doppia uscita è molto significativa. Tra l’altro il fatto che la Merkel abbia detto queste cose disinteressandosi delle polemiche che avrebbero suscitato è piuttosto emblematico.

 

(Pietro Vernizzi)



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