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SCENARIO/ L'autunno di Renzi tra le agenzie di rating e Merkel

Pubblicazione:venerdì 16 settembre 2016

La preoccupazione di Sergio Mattarella (LaPresse) La preoccupazione di Sergio Mattarella (LaPresse)

Di fronte a questi grandi personaggi della nostra storia, in fondo abbastanza recente, oggi ci troviamo davanti a un presidente del Consiglio, che nella giusta esigenza di ritoccare la Costituzione, ha creato da un anno una sorta di ordalia, di giudizio di Dio sulla sua persona. Matteo Renzi è in fondo l'uomo che sostiene una causa teoricamente giusta (la revisione della carta costituzionale) nel modo più sbagliato che ci sia. Con argomenti accompagnati da un'arroganza intollerabile, con cambiamenti di linea da "Ridolini", con la sostanza di una riforma che, anche nella scrittura, sembra spesso incomprensibile.

Contro Renzi e la sua riforma, c'è una pletora di cattedratici che la politica non riesce neppure a concepirla, non diciamo a capirla. Infine ci sono quelli che si oppongono a Renzi solo per questioni politiche di schieramento e non di contenuto, anche se si tratta di modifiche costituzionali.

Lo spettacolo non è ancora finito. C'è pure il codazzo dei media, che si muove con un'approssimazione che fa spavento e anche direttori di giornali che fanno spettacoli teatrali a favore del No. E come se non bastasse, in questo periodo tribolato, arrivano i documenti delle banche d'affari e delle agenzie di rating (i principali imputati del disastro economico del 2007) che non si riesce a capire perché si debbano occupare di riforme costituzionali e si schierino a favore del Sì, con tutto un seguito di consulenti di diverse nazioni, con molti italiani che, chissà perché, non vengono mai contemplati nella cosiddetta "casta", mentre occorrerebbe una lista a parte di questi consulenti da affiggere ai muri delle città italiane.

Infine ambasciatori, cancellerie e l'impareggiabile signora Angela Merkel, una casalinga tedesca nazionalista, di studi comunisti e protestanti, scambiata per Caterina di Russia da questi nuovi media nazionali e internazionali che devono sempre fare i conti con i loro bilanci e perdono continuamente copie e lettori.

Più che un referendum, sembra un avanspettacolo a sfondo politico, dove si mescolano retorica e antiretorica, politica e antiretorica in quantità eccessiva. Ed è per questa ragione che abbiamo detto: perdono tutti, perdiamo tutti, qualsiasi risultato arrivi a fine consultazione

Resta un'unica speranza. E' quella di una democrazia che ha lasciato, che ha seminato qualche anticorpo che resiste al virus dello schematismo autoritario, mascherato da pura formalità democratica e mosso da un algoritmo. I vecchi sostenevano che la democrazia ha lo stomaco forte, digerisce tutto, forse anche uno spettacolo sgangherato come questo a cui assistiamo.



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