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RETROSCENA/ Da Monti a Parisi, storia di un declino già scritto (all'ombra di B.)

Pubblicazione:domenica 18 settembre 2016

Stefano Parisi (LaPresse) Stefano Parisi (LaPresse)

I Dioscuri di Silvio oscillano cupi tra la stroncatura impietosa e la mesta considerazione che Teseo-Parisi si sgonfierà da sé.

Teseo ha nella radice del proprio nome la parola greca tesmos che significa istituzione. È troppo istituzionale. Questo sarebbe stato il commento di Zeus-Silvio dopo la performance televisiva di Porta a Porta seguita dalla due giorni postindustriale di Megawatt. 

Ma soprattutto affiora il timore che aver rifiutato i suggerimenti di Arcore ed evitato di riproporre la tesi dei "quattro colpi di stato" tanto cara al presidente sia un tutt'uno con l'improvvida (e non concordata) raccolta fondi per l'associazione l'Italia che corre, cassaforte nuova di zecca di Parisi. 

Beninteso Silvio non sa che farsene dei suoi. Li ritiene ormai non riproponibili. Ma il complicato pensatoio di Mr Chili gli è estraneo, privo di quei requisiti da bar sport e balera di provincia che sono la vera ossatura del pensare berlusconiano. Là dove il popolo si compiace della propria grossolanità e prende le distanze dalle élite per comunicarsi la gioia di vivere. 

Ecco, la gioia di vivere del popolino, Silvio, nei mille e passa addetti ai lavori di Milano, non la vede. E pensa che una cosa così non valga i numeri di una qualsivoglia lista Monti. 

Ciononostante non staccherà la spina a Parisi. 

Meglio tornare a Villa Certosa. Lì, tra una passeggiata tra i cactus e una festicciola tra amici, attende notizie da Strasburgo. Se ci sarà la censura della legge Severino cambia tutto… A Parisi come a Brunetta non resta che prenderne atto e prima che, arrivato il tempo, Cronos-Silvio divori i suoi figli, forse ricordarsi oltre il mito anche dei Capponi di Renzo. 

E volersi un po' bene, come se non fossero mai stati socialisti… 



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COMMENTI
18/09/2016 - I socialisti che non sono di Renzi (ALBERTO DELLISANTI)

I Capponi del manzoniano Renzo - che nostalgia di quel nome il cui suono era così breve, conciso, forte, virile (come il personaggio dei Promessi Sposi che così fu battezzato) - erano quattro. E agitandosi il braccio del Tramaglino che li trasportava, erano disturbati, quindi si beccavano. Brunetta si agita facilmente o si lascia agitare, ma è il contrario di un cappone. Competente, uomo di pensiero, è un ex socialista che sa dare contenuti se sta in un'altra sua versione conosciuta, quella che gli consente di essere pure docente universitario. Questo Brunetta (Brunetta 2, o 1, come si voglia) lo affianco al Prof. Tremonti, e a Stefano Parisi. Non ho in mente più di questi tre ex socialisti quali persone di alto valore nel Centrodestra, che possano ri-fondarlo, e davvero affrancarlo dal Berlusca che Mara Maldo descrive qui con la sua rara efficacia. Mi permetto (anch'io) questo auspicio. E'solo un sogno? Se poi un Berlusconi che non merita più di essere graziato da Strasburgo, umilmente si facesse parte attiva di un buon incontrarsi di tre caratteri che (almeno due) non sono facili, ma che sono scienziati di valore (i due Professori), e tra i migliori politici italiani (almeno Parisi e Tremonti), ecco che avrebbe un vero riscatto di fronte alla storia. Ma quale reale riscatto invece da Strasburgo? Almeno che se il sognato esito gli pervenisse, lungi dal montargli la testa, lo inducesse al passo che solo e soltanto abiliterebbe S.B. di fronte alla storia.

 
18/09/2016 - Silvio e Parisi (Giuseppe Crippa)

Carina questa insolita vena letteraria di Mara… A me, e spero a molti, non importa molto di quanto farà la persona che Mara affettuosamente chiama Silvio e neppure di quanto farà tale Parisi (così come lo chiama, con distacco, Mara). Né l’uno né l’altro colgono i problemi reali del popolo e in particolare il gigantesco tentativo di imporgli un cambiamento culturale che distrugga alla radice la civiltà bimillenaria che informa le due Europe, quella occidentale e quella ortodossa, civiltà ben diversa – e ci sarà pure un motivo… – da quella coeva nata nel vicino oriente. A fermare questa corsa verso il suicidio non saranno certo queste persone (Silvio, Parisi e i mille e passa addetti ai lavori convenuti ieri a Milano) interessate unicamente a gestire il potere economico ma prive, come hanno già dimostrato, di sensibilità verso i valori veri della vita. Alle future elezioni politiche non cercherò un partito che all’interno di una eterogenea coalizione mi prometta una vittoria ma un partito - non legato a nessuna coalizione - che pensi sempre e solo a difendere i valori della vita e della famiglia e che cerchi le soluzioni ad ogni problema in quest’ottica. Basterebbe che questo partito raggiungesse il 3% per poter essere presente e qualche volta decisivo in Parlamento.