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CAOS ROMA/ Fassina: ora la Raggi non cada nella "trappola" delle olimpiadi

Pubblicazione:venerdì 2 settembre 2016

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Nonostante la retorica sulla partecipazione dei cittadini, in caso di referendum i Cinque Stelle non avrebbero più controllato la scelta, perché sarebbe stata demandata ai romani con il rischio di un sì che avrebbe determinato un impatto rilevante sul programma della giunta.

 

A che cosa porterà il conflitto in M5s?

Lo vedremo. Certo i segnali arrivati in queste settimane sono davvero preoccupanti. C’è una carenza di classe dirigente e la necessità di fare ricorso a figure di qualità come Marcello Minnenna, che poi però rivendicano autonomia. C’è la difficoltà a gestire una cosiddetta base che in questi anni è stata eccitata anche ad atteggiamenti irragionevoli e demagogici. Questa stessa base è ciò che poi si fa fatica a controllare nel momento in cui ci si misura con la sfida del governo e si devono compiere delle scelte, prendendo anche decisioni diverse da quelle sulle quali si è costruita l’identità del Movimento.

 

Lei quale futuro vede per Roma?

Roma ha un’enorme potenzialità per quanto riguarda il suo tessuto civico e associativo, le sue esperienze di autorganizzazione e di volontariato. Ha però un problema serio di classe dirigente che riguarda la politica e le organizzazioni di rappresentanza a partire da quelle dei datori di lavoro. La stessa Camera di commercio vive una crisi profonda, con un presidente che è sconosciuto alla metà dei suoi associati. C’è quindi uno scarto tra le potenzialità che esprime la città in termini di risorse culturali, economiche e morali e una classe dirigente che fatica a svolgere quel rinnovamento che sarebbe necessario.

 

(Pietro Vernizzi)



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