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ITALICUM/ Fornaro (Pd): Renzi non vuole cambiare, fa solo melina

Pier Luigi Bersani (LaPresse) Pier Luigi Bersani (LaPresse)

Non conosco le strategie elettorali di Renzi. Però gli ultimi sondaggi disponibili danno il No al 55 per cento e segnalano che circa un terzo, tra il 25 e il 30 per cento, degli elettori di centrosinistra è orientato per il No. Significa che l'Italicum o il "combinato disposto" di Italicum e riforma costituzionale è una delle ragioni che in questo momento spinge parte dell'elettorato di sinistra e del centrosinistra a votare No. Recuperare questo elettorato a Renzi dovrebbe interessare. 

 

Secondo il Corriere, Renzi aprirebbe al premio di coalizione anziché di lista.

Credo sia la richiesta che gli viene da Ncd, che il giorno in cui ha votato l'italicum, e non si sa perché lo ha fatto, ha fissato la data del proprio funerale. 

 

Renzi però vuole il ballottaggio a tutti i costi. Perché?

Perché ha l'idea del presidente del Consiglio come sindaco d'Italia. Si dimentica che nelle grandi democrazie non esiste un ballottaggio nazionale: il secondo turno francese è di collegio e vi partecipano tutte le liste che hanno superato il 12,5 per cento degli aventi diritto.

 

Perché se lo dimentica?

Perché vuole stravincere con il jackpot. Ma in una democrazia parlamentare matura non si può vincere così, perché il rischio di deformare in maniera eccessiva la rappresentanza è troppo rilevante. Che poi è il motivo per cui la Consulta ha bocciato il Porcellum nel 2014.

 

Come mai siamo a questo punto, Fornaro?

Per una ubriacatura elettorale, quella del 40 per cento alle europee di due anni fa. Il tasso di partecipazione del 57 per cento, 18 punti in meno delle politiche 2013, deformava la realtà, e Renzi ha frainteso la cambiale che una parte dell'elettorato aveva aperto nei suoi confronti con la nascita di un nuovo blocco sociale, smentito peraltro dalle elezioni immediatamente successive.

 

Disattendere le dritte di Napolitano non è controproducente per Renzi?

Se sto alle dichiarazioni di autorevoli esponenti del mio partito e della maggioranza, come quelle di Franceschini, posso dire è una preoccupazione condivisa.

 

Ma Franceschini, che è un azionista importante del governo, ha detto della mozione che "il testo va bene così. L'importante è mandare un segnale". Un segnale a chi?

C'è stato un crescendo di pentimenti nei confronti dell'Italicum… Stiamo a vedere. Manca solo un pizzico di coraggio in più nelle fasi parlamentari.

 

Non le sembra interessante che M5s, la prima forza politica che si avvantaggerebbe dell'Italicum, ora dica che è una legge sbagliata e da rifare?

Hanno solo calciato la palla in tribuna.

 

Come valuta politicamente il rinvio della Consulta?

E' la prova che c'è un collegamento oggettivo tra la legge elettorale e la riforma costituzionale. E' quello che abbiamo sempre sostenuto.

 

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
22/09/2016 - Attenti alla Post-democrazia! (Luigi PATRINI)

Renzi gigioneggia in politica: twitta, crede che per risolvere i problemi sia sufficiente averli enunciati con una certa enfasi, fa promesse, è uno che si comporta come un grande affabulatore, ma che, in realtà, è un cacciapalle. Bisogna riconoscere che la situazione è complicata e difficile e che non è certo solo colpa sua; anzi, forse ha meno colpe di tanti altri che, essendo più consapevoli dei problemi, avrebbero potuto e dovuto agire con ben diversa serietà e saggezza. Non bisogna votare NO per mandare a casa Renzi, ma perché la sua pseudo riforma e molto grave e pericolosa. Convintamente voterò NO, come dico da tempo, proprio per questo motivo e, un po' - come pure dico da tempo - per l'Italicum che, con la nuova Costituzione renziana, ci farebbe entrare in pieno nella Terza Repubblica, quella che sarà chiamata, se queste ne saranno le premesse, la Repubblica della Postdemocrazia. E' per questo che voterò NO e se il mio NO farà andare a casa questo pericoloso guitto.... beh, credo che non mi dispiacerà proprio!