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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Il piano per sostituire Renzi con Franceschini

Giorgio Napolitano (LaPresse)Giorgio Napolitano (LaPresse)

Contro il quale c'è però un argomento molto solido: sarebbe un voto in un contesto politico privo di legge elettorale. Questa situazione potrebbe indurre il presidente della repubblica ad ipotizzare un cosiddetto governo di scopo, con l'esclusivo compito di fare la legge elettorale. E qui arriviamo al dunque. Dove si sceglie il candidato? Fuori dal Pd? Non avrebbe i voti dem. Un avversario storico di Renzi? Sarebbe lo stesso. Si potrebbe però individuare un democratico esperto, qualcuno che non fosse per Renzi un concorrente alle elezioni che si terrebbero di lì a poco, perché il paese non potrebbe cambiare ancora governo senza andare alle urne. La partita di Franceschini è qui.

 

Secondo lei Bersani guarda a Franceschini con la dovuta attenzione?

Sì, anche se il vero problema è che Bersani e Speranza sono catturati da Massimo D'Alema. Per non farsi sottrarre da D'Alema il loro seguito congressuale, sono costretti ogni volta ad alzare i toni, a tergiversare e poi ancora ad alzare l'asticella. 

 

Inevitabile che si arrivasse a D'Alema.

Si tratta di capire se D'Alema si accontenterebbe di una fuoriuscita di Renzi, e quindi di una soluzione Franceschini o chi per lui, o se invece pensa che il Pd sia un amalgama così mal riuscito, che è meglio fare un altro amalgama da un'altra parte. 

 

Cosa vuol fare D'Alema, Caldarola?

Vuole rifondare una sinistra diversa. Ha in mente il patto tra riformisti e radicali che non volle fare nel 2001 quando propose Fassino contro il "correntone". Questa operazione oggi ha qualche possibilità solo se D'Alema sceglie la strada di Bernie Sanders.

 

Bernie Sanders? E quale sarebbe?

Candidarsi lui come anti-Renzi. Il congresso non è lontano. Se potessi lo sconsiglierei ma il limite della sua azione è che prima o poi deve passare la mano. Non è credibile che faccia diventare leader il giovane Stefano Schwarz (ex renziano, coordinatore del comitato dalemiano del No, ndr), perché la nomina non funziona. Come ai tempi di Re Artù, dovrebbe appoggiare la sua spada sulla spalla di qualcun altro. Il problema è che questo cavaliere non si vede.

 

E se D'Alema non consegna la spada?

Non si capisce la sua battaglia. Io ho grande affetto per D'Alema, ma non ho mai creduto neppure per un secondo che si stia battendo contro una cattiva riforma. Si sta battendo per scalzare un segretario e un presidente del Consiglio che non gli piace e che reputa deleterio. E nota bene: tutto quello che D'Alema dice contro Renzi non va letto in chiave di rancore, ma di giudizio politico. 

 

Quindi?

Quindi deve immaginarsi che Renzi cada. Significa avere un piano per il giorno dopo. In tanti, quasi tutti, gli chiederebbero: bene, adesso cosa ci proponi? A quel punto, D'alema potrebbe dire sì a Franceschini.

 

Non potrebbe proporre se stesso?