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REFERENDUM/ Mannheimer: il 60% non sa cosa votare, ma il 53% è per il No

Il 20-30% degli italiani non ha ancora deciso se andrà a votare per il referendum, mentre il 30% dice che si recherà alle urne ma non sa ancora come voterà. Lo rivela RENATO MANNHEIMER

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Il 20-30% degli italiani non ha ancora deciso se andrà a votare per il referendum costituzionale, mentre il 30% dice che si recherà alle urne ma non sa ancora come voterà. E’ quanto rivela il sondaggista Renato Mannheimer, secondo cui “il livello degli indecisi è particolarmente elevato tra gli elettori di centrodestra, e quindi il risultato del referendum dipenderà soprattutto dal fatto che Forza Italia e Lega Nord riescano o meno a mobilitare i loro elettori a favore del NO”. Tra i singoli partiti invece il Pd è al 31%, M5s al 29%, Lega Nord e Forza Italia al 10%, ma in caso di ballottaggio vincerebbe M5s.

 

Mannheimer, che cosa emerge dalle sue rilevazioni sul referendum costituzionale?

Noi abbiamo ancora un 60% della popolazione che non esprime la sua scelta di voto. Ciò rende tutte le statistiche sul referendum molto opinabili. In particolare tra il 20 e il 30% degli elettori non sa se andrà a votare, un altro 30% dice che andrà a votare ma non sa ancora che cosa, mentre il 40% ha già deciso che cosa fare. A questo punto prevedere come andrà a finire è un’operazione molto azzardata.

 

Quanti sono i SI e i NO?

Il 53% è per il NO e il 47% è per il SI. Il NO ormai è davanti da prima dell’estate. Tenga conto però che c’è un margine di approssimazione del 3%, e quindi in questo momento non si può dire che vincerà il NO. C’è però un dato particolarmente interessante …

 

Quale?

Gli indecisi sono di più tra gli elettori di centrodestra che non tra quelli degli altri schieramenti. In particolare analizzando la percentuale degli indecisi per singolo partito emerge che gli indecisi sono di più in Forza Italia rispetto al Pd. Ciò documenta il fatto che il centrodestra deve conquistare i suoi elettori alla causa del NO. Se ci riesce il referendum sarà bocciato.

 

Com’è invece il gradimento personale di Matteo Renzi?

L’ultimo dato a nostra disposizione risale a dieci giorni fa, quando era tra il 30 e il 40% e risultava in diminuzione. Le sue prese di posizione durante il vertice di Bratislava potrebbero però averne incrementato i consensi, perché la ribellione contro l’Europa è molto popolare. Ci ripromettiamo di misurarlo prossimamente.

 

Stefano Parisi quanto vale come astro nascente del centrodestra?

Questo ancora non si sa, sto proprio facendo un sondaggio in questi giorni per scoprirlo. Un sondaggio realizzato prima dell’estate per la SWG e pubblicato da Il Foglio sabato scorso lo dava come particolarmente apprezzato, specialmente nel centrodestra. Era però prima dell’estate e della convention.

 

Qual è in questo momento il gradimento di Matteo Salvini?


COMMENTI
24/09/2016 - Facciamo votare NO! (Luigi PATRINI)

Il guaio è che se vince il SI' siamo finiti per sempre: inizierà la post-democrazia! Se i leader del centro-destra avessero davvero la volontà di "servire il popolo" sarebbero più rispettosi degli interessi della democrazia vera: occorre poter scegliere i propri rappresentanti e rispettare la proporzionalità delle scelte degli elettori. Soprattutto occorre che i partiti siano chiari nell'identità ideale, che siano coerenti e che siano luoghi di dibattito e di confronto serio: c'è una classe politica nuova da creare,gente che abbia una storia, che impari dall'esperienza cosa significa che la Politica è una forma alta ed esigente di "carità", cioè che è un modo per avere "caro" il popolo. I leader del centro-destra si impegnino in questa direzione, ma anche gli elettori di centro-destra non si accontentino solo di andare a votare! Tampinino i leader, li stimolino, li sottopongano ad una costante attenzione, dimostrando loro che si guarda ad essi e che si è attenti osservatori delle loro scelte e del loro modo di vivere l'impegno a servizio della comunità civile. Occorre portare la politica a livelli culturali e non ideologici: la cultura unisce ed include l'altro, l'ideologia divide e contrappone!

 
24/09/2016 - Non servono decenni (Giuseppe Crippa)

Probabilmente il dottor Assogna non ricorda che la Costituzione è stata modificata per l’ultima volta soltanto quattro anni fa (con una legge costituzionale votata da più di due terzi dei parlamentari e quindi senza bisogno di referendum confermativo). Non servono decenni, basta trovare il consenso di una maggioranza qualificata di parlamentari (opposizioni, o parti di esse, comprese) e non soltanto della risicata (vedi al Senato) maggioranza di governo.

 
24/09/2016 - Status quo (Pierluigi Assogna)

Il NO è in testa perché in fondo alla maggioranza degli italiani le cose vanno mediamente bene così. Penso che tutti si rendano conto che prima che passi un altro treno passeranno decenni.