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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Il ritorno di Grillo e il problema di Casaleggio jr.

Beppe Grillo con Davide Casaleggio (LaPresse)Beppe Grillo con Davide Casaleggio (LaPresse)

Servono idee anche a livello parlamentare, dove la linea politica negli ultimi mesi è apparsa confusa e, spesso, contraddittoria. Non la manda a dire Grillo, che definisce i suoi deputati e senatori "un po' stanchi, un po' logorati". Parole che sembrano evocare il celebre video in cui il co-fondatore e garante del movimento, nel novembre del 2014, si definiva "un po' stanchino" e lanciava i 5 del direttorio. Adesso, è il contentino al resto dei militanti, in tv andranno tutti, sulla base dei temi e delle competenze.

In ogni caso, per ora formalmente il direttorio sembra rimanere, con Di Maio al suo vertice, anche se depotenziato. Più avanti si vedrà. Nel frattempo si torna di fatto all'"uno vale uno". Sarà il capo carismatico ad avere l'ultima parola su partite chiave, come la legge elettorale. E' questo un terreno su cui i voti targati M5s potrebbero pesare. E l'apertura al ritorno al sistema proporzionale, il "democratellum", sembra in grado di poter aprire scenari d'intesa con ampi settori del centrodestra, ma anche della maggioranza di governo. Eppure, e qui sta un'evidente contraddizione, non esiste esperto che non giudichi i grillini i più favoriti dall'Italicum targato Renzi-Boschi.

La partita della legge elettorale si giocherà però solamente dopo il referendum costituzionale. E per giocarla da una posizione di maggiore forza Grillo non potrà che chiedere ai suoi di ricompattarsi sul fronte del No. L'unità interna è la precondizione per poter recuperare ruolo e peso politico. E se vincerà il No anche Renzi dovrà scendere a patti con le opposizioni, grillini compresi. 

Ma anche qualora vincesse il Sì l'unità interna sarebbe fondamentale. Se il cortile grillino diventasse un pollaio ancora più litigioso di oggi il suo spazio politico andrebbe inesorabilmente a chiudersi. Per cui Grillo sarà inflessibile: fase due, nuovo codice di comportamento, tutti uniti, e uno vale uno. Tranne uno, più uguale degli altri. Ma forse più lucido di loro, anche se leader riluttante.

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