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REFERENDUM/ Calderoli: il quesito è un trucco, Mattarella non firmi il decreto

Pubblicazione:martedì 27 settembre 2016

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REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016. “Matteo Renzi cerca di posticipare il decesso, ma il suo testamento ormai è già scritto”. E’ il commento di Roberto Calderoli, senatore della Lega nord, vicepresidente di Palazzo Madama ed ex ministro per le Riforme istituzionali, dopo che il governo ha fissato la data del referendum costituzionale al 4 dicembre prossimo. Renzi aprirà la campagna per il Sì il 29 settembre a Firenze. Il senatore Calderoli, riferendosi al quesito scelto per il referendum, aggiunge: “Sergio Mattarella dovrebbe battere un colpo e rifiutarsi di firmare il decreto del presidente della Repubblica per l’indizione del referendum. Sarebbe la prima volta, ma di fronte a questo tentativo di circonvenzione d’incapace lo ritengo auspicabile”.

 

Perché come data del referendum Renzi ha scelto il 4 dicembre?

E’ una scelta scontata perché il premier non poteva scegliere una domenica ulteriore. O spostava la decisione del Consiglio dei ministri, oppure il 4 dicembre era l’ultima data utile.

 

Chi aiuta questa data?

Dal momento che chi l’ha decisa sostiene il Sì, ovviamente va a vantaggio di Renzi. Il premier però non si rende conto che indipendentemente dai tempi è soccombente. Renzi sta scrivendo il suo testamento, anzi è da un po’ che lo ha già scritto. Tenta di posticipare il decesso, ma il “De cuius” (sinonimo di testamento, ndr) ormai si sa già. Faccia pure un’altra settimana di campagna elettorale per il Sì, ma è un fatto evidente che sta cercando di recuperare tempo.

 

Cosa pensa della formulazione del quesito?

Il quesito è una truffa, perché è come chiedere a uno se vuole essere più ricco, avere una bella donna al suo fianco, essere biondo e con gli occhi azzurri. Nessuno una volta letto quel quesito voterebbe No, anzi è stato formulato proprio per indurre al Sì. Peccato che nella riforma quei contenuti non ci siano.

 

In che senso?

Tutti i referendum costituzionali che si sono tenuti in passato avevano un quesito che recitava: “Modifica del titolo V della II parte della Costituzione”, o “Modifica dell’articolo numero …”. Invece in questo caso si è andati a scrivere per esteso: “Volete il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento della spesa per le istituzioni, l’abolizione del Cnel?”. Peccato però che nella legge non ci sia affatto quello che il titolo promette.

 

Chi dovrebbe intervenire di fronte a questa truffa?

Sergio Mattarella dovrebbe battere un colpo e rifiutarsi di firmare il decreto del presidente della Repubblica per l’indizione del referendum. Sarebbe la prima volta, ma di fronte a questo tentativo di circonvenzione d’incapace lo ritengo auspicabile.

 

Come è stato scelto il testo del quesito?


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COMMENTI
27/09/2016 - Speriamo, ma non credo (Luigi PATRINI)

Non credo proprio che Mattarella si impunti e non firmi il decreto per il referendum: se avesse avuto intenzione di farlo lo avrebbe già detto e avrebbe già fatto dei passi. Renzi è convinto di farcela; penso e temo anch'io che ce la farà a convincere gli indecisi, con un titolo così accattivante. Ma non smetto di sperare che vincano i NO, perchè è sempre più evidente che bisogna cambiare, ma solo gli imbecilli possono desiderare di cambiare per cambiare; bisogna entrare nel merito e si capirebbe che questa proposta di modifica della Costituzione è in realtà peggiorativa. Bisogna cambiare non la Costituzione, per tanti aspetti ancora inapplicata; bisogna cambiare quelli che dovrebbero cambiarla in meglio e non ne sono capaci! Mandarli a casa.... ma questo è sempre più difficile, perchè la Politica ha ormai distrutto il popolo, cioè la comunità civile di questo Paese. Se è vero che "i cristiani sono i più civici degli uomini", come sosteneva Peguy, mi vien quasi da dire: ma dove sono i cristiani, eredi di un movimento popolare che ha avuto un ruolo importante nella politica italiana? Forse, ahimè, sono davanti al televisore e magari stanno ascoltanto un gridato dibattito tra politici. Speriamo che si mobilitino e si ri-innamorino della libertà e del desiderio di "esserci"!

 
27/09/2016 - Sulla formulazione del quesito (Roberto Castaldelli)

Buongiorno, le osservazioni del Sen. Calderoli, e a leggere i giornali di oggi anche di altri illustri, in merito alla formulazione del quesito, mi sembrano un po' eteree per non dire da azzeccagarbugli. Scusate ma secondo voi un elettore il giorno della votazione entrerà in cabina elettorale, leggerà il quesito e deciderà se votare sì o no? Credo che l'elettore si sarà fatto ben prima un'idea e saprà, prima di entrare in cabina, se mettere un croce sul no o sul sì e che cosa succede votando sì o votando (intendo gli effetti immediati, quelli futuri lasciamoli agli astrologi). Su via cerchiamo di essere un po' seri e passiamo ad argomenti con maggiore consistenza, anche giuridica.

 
27/09/2016 - Titolo referendum (Pierluigi Assogna)

Con buona pace di Calderoli mi pare di aver capito che il quesito debba chiedere la conferma di una legge citando per esteso il titolo della legge. Forse tutti questi strepitanti avrebbero preferito un quesito del tipo "...modifica della riga 4 del comma 11 dove la parola xxx viene modificata in xxy..." Se in ogni caso avessero delle serie ragioni per buttare tutto all'aria, e rimanere tranquillamente come stiamo, non dovrebbero avere problemi ad indicarle.