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Politica

CAOS ROMA/ Il nuovo "Regolamento" M5s? Una trappola per Pizzarotti (e Raggi)

Virginia Raggi, sindaco di M5sVirginia Raggi, sindaco di M5s

Lunedì si è aperta una votazione sul Regolamento che durerà per un mese, ed è semplicemente assurdo chiedere a 100-150mila iscritti a M5s di esprimersi su un argomento così complicato. Andrà a finire che con un atto di fede voteranno Sì senza avere capito nulla. Io almeno ho capito una cosa.

 

Che cosa?

Chi ci rimette da questo Regolamento è Federico Pizzarotti, perché con una decisione contraria a qualsiasi norma del diritto si allungano i tempi per l’espulsione da 60 a 180 giorni, specificando che la regola è applicata anche ai procedimenti in corso. Qualsiasi studente di giurisprudenza del primo anno impara però che vale sempre la norma in vigore al momento del reato. Del resto qualsiasi cosa facciano i 5 Stelle non ha base giuridica.

 

A che cosa si riferisce?

Gli stessi cinque membri del direttorio sono stati nominati due anni fa con una decisione calata dall’alto, e soprattutto senza un’indicazione sulla loro durata. Il fatto di averli nominati “in aeternum” adesso si ritorce contro Beppe Grillo, perché non sa più come farli fuori.

 

I giornali hanno descritto la convention di Palermo come un braccio di ferro tra il duo Di Battista-Di Maio da un lato e i movimentisti ribelli dall’altra. Condivide questa lettura?

Sì. Resta il fatto che Di Battista e Di Maio sono molto furbi e per ora rimangono uniti, perché capiscono di essere di gran lunga più popolari rispetto agli altri membri del Direttorio, in quanto soltanto Paola Taverna ha un numero di fan su Facebook pari a loro. Di fatto però Di Battista e Di Maio rappresentano le due opinioni antitetiche. Di Maio è un riformista, o un “democristiano” come dicono i suoi detrattori, mentre Di Battista fa il rivoluzionario che le spara grosse.

 

(Pietro Vernizzi)

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