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REFERENDUM/ Dal Ponte alle pensioni, il prezzo folle della scommessa di Renzi

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Il risultato di tutto questo agitarsi di Renzi è un isolamento dell'Italia che non si verificava da anni. E in questo sta già una parte del grande azzardo. Il presidente del Consiglio si è reso conto che il peggior isolamento lo stava vivendo nel Paese, a cominciare dall'elettorato del centrosinistra e del partito di cui è segretario. A questo punto tanto valeva la pena di cercare di recuperare qualche voto degli euroscettici e quindi di sferrare un attacco al duo Merkel-Hollande. Infine rispolverare qualche vecchia “battaglia” del centrodestra italiano come il “Ponte sullo Stretto” appunto.

Ma all'Italia costa di più un isolamento in Europa o un isolamento del premier Renzi sulla riforma costituzionale ?

Quanto può costare sui mercati internazionali, un simile isolamento italiano per i prossimi due mesi che corrono da qui al referendum ? Legato all'esito del referendum c'è pure il salvataggio del sistema bancario italiano a cominciare dal Monte dei Paschi ?

Tutto il comportamento di Renzi, in questo momento politico, sembra calibrato sulla necessità di evitare una sconfitta del “Si” al referendum costituzionale del 4 dicembre. Ma valeva la pena di mettere in piedi una simile ordalia politica ? Vale pena di rischiare la promessa di un “Ponte sullo Stretto” che si realizzerà tra sei anni, se tutto va bene, per difendere una riforma (che vale per tutti) che spacca in due il Paese, comunque vada a finire ?

La sensazione finale è che alla fine, tra azzardi, scontri e divisioni, il gioco diventi una sorta di “roulette russa”, dove a rimetterci è soprattutto il Paese e non tanto i protagonisti di questo avanspettacolo a sfondo politico.



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COMMENTI
29/09/2016 - "Disinformazione" (ALBERTO DELLISANTI)

1) Gent.mo Elli, lei è sufficiente a decretare la positività del Ponte sullo Stretto? Oppure hanno ragione i tanti Eugenio Scalfari? Che non vogliono un'opera ciclopica esposta alla corrosione del mare nel mitico turbolentissimo passaggio tra Scilla e Cariddi. Siamo tantissimi a dire che l'enormità della spesa va indirizzata a infrastrutturare Calabria e Sicilia che ne hanno fame e sete estreme. 2)Il triumvirato sarebbe meglio vederlo come il sestetto che è (Merkel Hollande Junker + Obama, la neo May, e Tusk Presidente UE al posto a cui doveva andare un italiano...). Lei crede a un Renzi che si è "distaccato". Io credo a un teatro comodo alle due parti. Tutti, il sestetto e Renzi vogliono il SI' al Referendum. Per convogliare così gli italiani, serve anche "rincuorarli" con un Renzi grande attore, con la sciabola puntata al trio Merkel/Hollande/ Junker. 3) Renzi volle il 2 di ottobre quando gli fece comodo. Per la sua mutata convenienza(a propaganda prolungata) veniamo spediti al 4 dicembre di austriaco sapore, oltre che domenica inserita in un lungo ponte (almeno nella minuscola Lombardia). 4) Lei dice cose che non condivido ma mai io la accuserei di disinformare. Lei accusa invece il giornale o il giornalista. Perché non parla di una disinformazione reale, ad esempio quella della scheda elettorale? La quale rispecchia un titolo che fu furbescamente adottato. Ma non corrisponde all'elaborato partorito dalla coppia Boschi/Renzi, giunto in porto a suon di voti di "fiducia".

 
28/09/2016 - Incontentabili ? (ALBERTO DELLISANTI)

Gentilissima signora Mazzola, questa volta la sua riga non è espressione di saggezza come sovente le accade. Parla di tipi incontentabili, che più che esistere nella realtà, esistono nel suo pensiero. Lei stima Renzi e non le è facile constatare che sono innumerevoli le critiche al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Sono innumerevoli a causa della sua davvero controversa personalità. E'un tipo divisivo al massimo. Suo predecessore in questo brutto senso fu Berlusconi. Anche lei ha presente come né un Dini, né un Amato, né un Ciampi, né un Prodi, o un Monti, o un Letta, abbiano mai suscitato tante avversioni come i due fuori serie che rispondono a cognome toscano e cognome brianzolo. Vi è qualcosa in ciascuno di loro due che non va. Auguro a Renzi di succedere a sé stesso, il che significherebbe una sua capacità di cambiare testa. Diversamente non sarà difficile trovare un Italiano che gli succeda (che lungi dall'avere un amaro destino come lei sta pronosticando) raccoglierà favorevoli e contrari, nella misura che è propria di storie normali. Non più abnormi, come lo è il tandem toscano e amici loro, o come lo è stato, senza compari, le petit Roi di Arcore. Due storie abnormi che non hanno portato alcun buon costrutto.

 
28/09/2016 - Disinformazione (Enzo Elli)

L' articolista dovrebbe informarsi prima di formulare certe affermazione. 1 - Il ponte sullo stretto ci costa una enorme penale con la società che aveva vinto la gara di appalto per non aver rispettato il contratto. 2 - Renzi si è distaccato da triunvirato europeo perché non sono stati affrontati con le dovute attenzioni i punti all' ordine del giorno della riunione (immigrati, bilanci, brexit, ecc.). 3 - Perché polemizzare sulla data del referendum che sarebbe comunque stata messa in discussione; che si dica veramente cosa vuol dire votare "Si" o votare "No". DICIAMO LE COSE COME SONO VERAMENTE.

 
28/09/2016 - Mi domando perchè non ve ne va bene uno!!! (claudia mazzola)

Quando non sarà più Renzi il Presidente del Consiglio, non vi andrà giù neppure il suo successore...

 
28/09/2016 - Corsi e ricorsi storici (Franco Labella)

Maria Antonietta ai parigini affamati: che mangino le brioches. Renzi ai siciliani assetati: che bevano il Ponte