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REFERENDUM/ Dal Ponte alle pensioni, il prezzo folle della scommessa di Renzi

Pubblicazione:mercoledì 28 settembre 2016

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

"Ha in mano i sondaggi e per questa ragione ha preso tempo. Abbiamo almeno evitato il Natale. Di poco". Massimo D'Alema commenta in questo modo, quasi astioso più che sarcastico, la scelta del 4 dicembre fatta da Matteo Renzi per il referendum costituzionale. La sensazione è sempre la stessa: da questa sorta di ordalia, di giudizio di Dio, alla fine usciranno sconfitti tutti e soprattutto si aprirà una stagione politica italiana ancora più problematica e segnata da divisioni ancora più profonde.

Del resto anche se i sondaggi sbagliano spesso e volentieri, almeno delineano un trend, e questo prevede una spaccatura tra chi andrà a votare e un'enorme astensione dal voto: circa il 45 per cento, senza contare gli indecisi. E' il quadro peggiore che si potesse immaginare rispetto a una riforma costituzionale, alla cornice delle leggi fondamentali dentro a cui si dovrebbe rinnovare il funzionamento legislativo e il lavoro parlamentare della società italiana.

Ma c'è un'ulteriore sensazione che emerge da questo quadro politico concitato e in alcuni momenti addirittura esasperato. Il premier sembra rendersi conto che, nonostante le correzioni e gli aggiustamenti in corso d'opera sul suo futuro, il referendum del 4 dicembre 2016 è ormai, lo si voglia o no, lo spartiacque della sua carriera politica, sia come presidente del Consiglio che come leader del Partito democratico.

Dopo il 4 dicembre, i mesi di vita del suo governo saranno circa 33. Ci si avvicinerà quindi a un bilancio triennale, e la promessa di rappresentare un'autentica discontinuità e un reale rinnovamento nella società italiana sarà davvero difficile da mantenere, vista la perdurante e sostanziale stagnazione economica accompagnata dalla confusione politica dilagante. Se perde, Renzi rischia di scomparire politicamente. Se vince deve adoperarsi a ricucire all'interno e all'estero.

Quindi Renzi "spara" tutte le cartucce a disposizione e come un giocatore spregiudicato punta su un grande azzardo, alzando sempre di più la posta, illudendosi nella speranza di una vittoria convincente. Le cartucce sono una fiera di promesse. L'ultima in ordine di tempo è la riscoperta del ponte sullo Stretto di Messina, con 100mila posti di lavoro a disposizione. Ma occorre ricordare che solo lunedì aveva tracciato un intervento sulle pensioni minime e una relativa quattordicesima, con una ulteriore riduzione di alcune tasse sulle imprese. Non ci sarebbe da stupirsi che potrebbero essere in arrivo una serie di "bonus" dal sapore referendario, che avvelenerebbero ancora di più la politica italiana.

Tutto questo Matteo Renzi lo mette in agenda, mentre deve fare i conti con le previsioni economiche di inizio anno che si sono rivelate sbagliate e quindi tutte da rivedere in sede di bilancio. Con una richiesta di ulteriore flessibilità all'Europa che, di fatto, gli è già stata negata, in un modo quasi sfacciato. In effetti Renzi ha alzato i toni di fronte a Bruxelles, alla Commissione, all'Europa e alla Merkel. Alla fine è come sbottato dicendo: "L'Italia farà da sola". La risposta, piuttosto perentoria, senza nemmeno particolari comunicati, è stata: "Anche noi faremo da soli". E le conferenze a tre sono diventate a due e i vertici berlinesi sono tornati un faccia-faccia franco-tedesco, con il croupier lussemburghese Jean-Claude Juncker a far da spettatore.


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COMMENTI
29/09/2016 - "Disinformazione" (ALBERTO DELLISANTI)

1) Gent.mo Elli, lei è sufficiente a decretare la positività del Ponte sullo Stretto? Oppure hanno ragione i tanti Eugenio Scalfari? Che non vogliono un'opera ciclopica esposta alla corrosione del mare nel mitico turbolentissimo passaggio tra Scilla e Cariddi. Siamo tantissimi a dire che l'enormità della spesa va indirizzata a infrastrutturare Calabria e Sicilia che ne hanno fame e sete estreme. 2)Il triumvirato sarebbe meglio vederlo come il sestetto che è (Merkel Hollande Junker + Obama, la neo May, e Tusk Presidente UE al posto a cui doveva andare un italiano...). Lei crede a un Renzi che si è "distaccato". Io credo a un teatro comodo alle due parti. Tutti, il sestetto e Renzi vogliono il SI' al Referendum. Per convogliare così gli italiani, serve anche "rincuorarli" con un Renzi grande attore, con la sciabola puntata al trio Merkel/Hollande/ Junker. 3) Renzi volle il 2 di ottobre quando gli fece comodo. Per la sua mutata convenienza(a propaganda prolungata) veniamo spediti al 4 dicembre di austriaco sapore, oltre che domenica inserita in un lungo ponte (almeno nella minuscola Lombardia). 4) Lei dice cose che non condivido ma mai io la accuserei di disinformare. Lei accusa invece il giornale o il giornalista. Perché non parla di una disinformazione reale, ad esempio quella della scheda elettorale? La quale rispecchia un titolo che fu furbescamente adottato. Ma non corrisponde all'elaborato partorito dalla coppia Boschi/Renzi, giunto in porto a suon di voti di "fiducia".

 
28/09/2016 - Incontentabili ? (ALBERTO DELLISANTI)

Gentilissima signora Mazzola, questa volta la sua riga non è espressione di saggezza come sovente le accade. Parla di tipi incontentabili, che più che esistere nella realtà, esistono nel suo pensiero. Lei stima Renzi e non le è facile constatare che sono innumerevoli le critiche al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Sono innumerevoli a causa della sua davvero controversa personalità. E'un tipo divisivo al massimo. Suo predecessore in questo brutto senso fu Berlusconi. Anche lei ha presente come né un Dini, né un Amato, né un Ciampi, né un Prodi, o un Monti, o un Letta, abbiano mai suscitato tante avversioni come i due fuori serie che rispondono a cognome toscano e cognome brianzolo. Vi è qualcosa in ciascuno di loro due che non va. Auguro a Renzi di succedere a sé stesso, il che significherebbe una sua capacità di cambiare testa. Diversamente non sarà difficile trovare un Italiano che gli succeda (che lungi dall'avere un amaro destino come lei sta pronosticando) raccoglierà favorevoli e contrari, nella misura che è propria di storie normali. Non più abnormi, come lo è il tandem toscano e amici loro, o come lo è stato, senza compari, le petit Roi di Arcore. Due storie abnormi che non hanno portato alcun buon costrutto.

 
28/09/2016 - Disinformazione (Enzo Elli)

L' articolista dovrebbe informarsi prima di formulare certe affermazione. 1 - Il ponte sullo stretto ci costa una enorme penale con la società che aveva vinto la gara di appalto per non aver rispettato il contratto. 2 - Renzi si è distaccato da triunvirato europeo perché non sono stati affrontati con le dovute attenzioni i punti all' ordine del giorno della riunione (immigrati, bilanci, brexit, ecc.). 3 - Perché polemizzare sulla data del referendum che sarebbe comunque stata messa in discussione; che si dica veramente cosa vuol dire votare "Si" o votare "No". DICIAMO LE COSE COME SONO VERAMENTE.

 
28/09/2016 - Mi domando perchè non ve ne va bene uno!!! (claudia mazzola)

Quando non sarà più Renzi il Presidente del Consiglio, non vi andrà giù neppure il suo successore...

 
28/09/2016 - Corsi e ricorsi storici (Franco Labella)

Maria Antonietta ai parigini affamati: che mangino le brioches. Renzi ai siciliani assetati: che bevano il Ponte