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Politica

CAOS ROMA/ Tutti gli errori (tecnici) di Virginia Raggi

Raffaele Cantone con Matteo Renzi (LaPresse)Raffaele Cantone con Matteo Renzi (LaPresse)

Il capo di gabinetto è, dunque, una figura solo eventuale, dalla connotazione prettamente politica, che non può nemmeno sognarsi di far passare gli atti di governo dal suo tavolo. Infatti, l'articolo 90 del dlgs 267/2000, la norma che come ha evidenziato l'Anac — ma era chiarissimo di per sé — regola la figura del capo di gabinetto, stabilisce che ai componenti degli staff degli organi di governo è fatto assoluto divieto di porre in essere atti di natura gestionale.

Corruzione. Sempre i giornali riportano da giorni la notizia secondo la quale la Raineri, quale capo di gabinetto, avrebbe dovuto svolgere la delicatissima funzione di lotta alla corruzione. La stessa ex capo di gabinetto pare confermarlo nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera del 2 settembre.

Anche in questo caso, molte cose non funzionano. Il sindaco di Roma (ed i suoi uffici) avrebbe dovuto essere ben cosciente, senza necessità alcuna di rivolgersi all'Anac, che per altro non dispone per legge di alcun potere di vigilanza né di controllo sugli enti locali, che se ai componenti degli staff degli organi politici è vietato compiere atti gestionali, non è legittimo, allora, assegnare le funzioni di responsabile di prevenzione della corruzione, le quali hanno necessariamente natura gestionale.

Ma vi è di più. Il sindaco e la stessa Raineri non avrebbero dovuto ignorare quanto dispone il Piano Nazionale Anticorruzione elaborato dall'Anac, edizione del 2015, in merito alla figura appunto del responsabile anticorruzione: "Sulla base dei diversi orientamenti espressi dall'ANAC, si possono riassumere i principali criteri di scelta. Nelle pubbliche amministrazioni Il RPC (responsabile della prevenzione della corruzione, nda) deve essere scelto, di norma, tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio. Questo criterio è volto ad assicurare che il RPC sia un dirigente stabile dell'amministrazione, con una adeguata conoscenza della sua organizzazione e del suo funzionamento, dotato della necessaria imparzialità ed autonomia valutativa e scelto, di norma, tra i dirigenti non assegnati ad uffici che svolgano attività di gestione e di amministrazione attiva. La nomina di un dirigente esterno o di un dipendente con qualifica non dirigenziale deve essere considerata come una assoluta eccezione, da motivare adeguatamente in base alla dimostrata assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge. Considerata la posizione di indipendenza che deve essere assicurata al RPC non appare coerente con i requisiti di legge la nomina di un dirigente che provenga direttamente da uffici di diretta collaborazione con l'organo di indirizzo laddove esista un vincolo fiduciario".

Il capo di gabinetto scelto dal sindaco Raggi era, come noto, dirigente non di ruolo, ma esterno (si tratta di un magistrato), e, in quanto capo di gabinetto, proveniva direttamente da un ufficio di staff politico e, dunque, di diretta collaborazione con l'organo di indirizzo politico. Insomma, non aveva nessuno dei requisiti considerati essenziali dall'Anac per poter svolgere la funzione di prevenzione della corruzione in un ente locale.

Sarebbe bastato conoscere queste basilari norme per evitare al comune di Roma l'arresto organizzativo. In ogni caso, di un capo di gabinetto si può certamente fare a meno, essendo una figura meramente eventuale; allo stesso modo, la collegialità della giunta implica la (astrattamente) facile sostituibilità di qualsiasi assessore. A condizione che un sindaco sia consapevole che la legittimazione tratta dall'elezione diretta lo ponga in una posizione di autonomia da qualsiasi "direttorio", sol che si senta di giocare integralmente il proprio ruolo.

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COMMENTI
03/09/2016 - Raggi è come ogni altro sindaco (Giuseppe Crippa)

Di questo articolo, chiarissimo e molto interessante, mi piace tutto tranne l’ultima frase: un invito che evidentemente il sindaco avvocato Raggi non è in grado di accettare come nessuno dei sindaci italiani. Lei, come tutti gli eletti, grillini compresi, è ora un politico come gli altri, condizionata quindi dai vertici del suo partito.