BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DOPO REFERENDUM/ Il "No" e una grande coalizione, la trappola di Berlusconi a Renzi

Silvio Berlusconi (LaPresse)Silvio Berlusconi (LaPresse)

Ora, trovandosi in difficoltà, Renzi cerca di spersonalizzarlo questo referendum, ripetendolo in modo quasi ossessivo. Lo fa per scusarsi apertamente di un errore, perché capisce che non c'è più "amore" intorno a lui. Ma questo, secondo le leggi della politica, non lo favorisce affatto.

La realtà è, alla fine, che, tra personalizzazioni e spersonalizzazioni, questo stesso referendum appare, in questo contesto e nel suoi complesso, non tanto una disputa sulla riforma costituzionale, ma una sorta di battaglia qualunquista tra schieramenti che giocano una partita di carattere politico più che istituzionale. I fattori più importanti per la situazione che vivono gli italiani (la situazione economica e i rapporti con l'Europa) sembrano quasi mascherati, nascosti dalle domande del quesito referendario, che parlano principalmente del costo e del numero dei senatori da una parte e del pericolo di una perdita di rappresentatività democratica dall'altra. Tra le tante cose poco comprensibili e spesso inspiegabili.

In sostanza, a ben vedere, il referendum rischia di assumere quasi il carattere di un grande imbroglio. E questo va a incidere sulla disaffezione politica, sulla credibilità della politica e sulle stesse previsioni del risultato elettorale. La situazione è talmente paradossale che si va a votare su un quesito di riforma costituzionale e si parla principalmente di altro. Basta ascoltare attentamente quello che emerge dai dibattiti.

Nello stesso tempo, in questo equivoco un po' qualunquista, si può vedere come Renzi cerchi di calibrare la legge di bilancio, tentando, con limitate risorse, di accontentare la maggioranza dell'elettorato per quanto gli è possibile. E, ultima svolta, nella strategia del leader, è la caccia aperta ai voti della destra, a quelli del vecchio centrodestra berlusconiano, che fa immaginare uno scenario politico completamente differente nel dopo referendum, qualunque sia il risultato.

Non si tratta solo del "ripescaggio" del Ponte sullo Stretto e di altre considerazioni e atteggiamenti di euroscetticismo, ma anche di una ricerca di scontro e confronto soprattutto con gli avversari a sinistra. Stasera Renzi se la vedrà in televisione contro Gustavo Zagrebelsky, dopo aver affrontato Travaglio.

In una lunga intervista rilasciata a Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, Renzi esordisce tranquillamente in questo modo: "Inutile girarci intorno. I voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, è in larghissima parte con noi, la questione vera è oggi la destra. E l'elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito, vota sì".

Ma allora Renzi, in questo modo, dà ragione a D'Alema, quando quest'ultimo afferma che il segretario del suo partito non fa altro che ripresentare il programma di Berlusconi. Lo spostamento al centro del nuovo Pd diventa una rincorsa a destra. 


COMMENTI
01/10/2016 - Per quanto possa sembrare assurdo (orazio bacci)

Berlusconi e Renzi, politicamente parlando, si assomigliano molto, sotto sotto sono due populisti anche loro. Perché Renzi con i soldi che occorrono per fare il ponte di Messina, non rimette a posto l'acquedotto della Sicilia, che e un bene primario, e che è ridotto come un colabrodo? questo è per la Sicilia molto più importante del ponte sullo stretto!

 
30/09/2016 - Davvero brava (ALBERTO DELLISANTI)

Non cambierei una virgola alla esauriente esemplare risposta ai Pellegatta e alle Pellegatta d'Italia, scritta da Valentina Timillero. Grazie mille Valentina Timillero! E a tutti auguri di buona lettura degli innumerevoli articoli che fanno parte della apposita sezione del "Sussidiario" ricordata da Timillero. Forza dottor Pellegatta, troverà ampiamente esposte le ragioni del NO, scritte da esperti, da Docenti, da persone di valore. Per gli amanti ab origine del SI', che non vogliano farsi traviare dalla lettura delle motivazioni del NO, faccio presente che è per loro consolatoria la lettura di una persona (pure ella di valore) che ha scritto due articoli che non entrano nel merito dei punti estremamente controversi dello scriptum del trio Boschi/Renzi/Verdini (supervisione di Napolitano), ma danno una ragione, come dire, esistenziale, che convince la Prof Lorenza Violini della opportunità di votare SI'. (Violini, in un editoriale di un paio di mesi fa, e in un articolo che trovai in precedenza).

 
30/09/2016 - I Pellegatta d'Italia (Valentina Timillero)

E' incredibile come si possa continuare a NON capire, nonostante tutti gli elementi necessari siano sul tappeto; e questo giornale, unico in Italia, ha il merito di ricordarli tutti (cfr. lo Speciale http://www.ilsussidiario.net/Speciali/Referendum-e-riforma-costituzionale/ ). Da questo punto di vista il Sig. Pellegatta esemplifica perfettamente le non-ragioni di chi ha previamente deciso di votare Sì (un'opzione politica, legittima) e poi, rifiutandosi di prendere in considerazione le ragioni del No, dice che queste non ci sono. Un po' la storia della volpe e dell'uva ...a rovescio, insomma. Eppure, questo giornale pubblica da mesi articoli e interviste le quali mostrano bene: 1) come la riforma costituzionale, per come è fatta, è una cattiva riforma, che fa più danni di quelli che pretende di risolvere; 2) che Renzi è stato messo dove si trova ora per continuare il lavoro iniziato da Monti, cioè contro l'Italia e per demolire quel che resta della nostra sovranità nazionale; 3) che i primi interessati a questa operazione (=a questa riforma) sono le grandi banche d'affari (il lato economico che i Pellegatta d'Italia non vogliono capire) e i poteri sovranazionali.

 
30/09/2016 - 1948, 2001, 2006, 2016... (Giuseppe Crippa)

Professor Pellegatta, scusi, dov'era nell'ottobre 2001 e nel giugno 2006 quando in Italia abbiamo votato due referendum costituzionali identici (ovviamente non nel contenuto) a questo?

 
30/09/2016 - Il confine tra coraggio e incoscienza è sottile (Giuseppe Crippa)

Effettivamente ci vuole molto coraggio per votare "SI".

 
30/09/2016 - 2 motivi per il NO (Carlo Cerofolini)

Chi vota NO al referendum costituzionale, lo fa essenzialmente per due motivi: 1) perché questa riforma nel merito è una schiforma pericolosa, confusa e che crea molti più problemi di quelli che dovrebbe risolvere, come si millanta dai fautori del sì; 2) perché Renzi – visto che in realtà è un re Mida al contrario (carta canta) – va urgentemente licenziato in modo da impedirgli di continuare a disastrare l’Italia.

 
30/09/2016 - Referendum (claudia mazzola)

Qualcuno ha il coraggio di dire cosa vota? Io si!

 
30/09/2016 - Ma chi aiuta a capire le questioni in gioco? (ROBERTO PELLEGATTA)

Sono dispiaciuto per questo tipo di interventi che ci ripetono il quadro politico ma non aiutano in nulla a votare sapendo cosa si vota. De Benedetti ha messo una questione che con il referendum non c'entra nulla. Per quali suoi interessi voglia fare questa confusione lo sa lui. Non è mai stato uno a cui interessava il bene dell'Italia. Cosa c'entra poi la crisi economica con la riforma elettorale? Se Renzi ha sbagliato a personalizzare è affar suo. Ma a chi deve votare non interessano i giochini politici ma un serio aiuto a capire le questioni in gioco. mai fatti dal 1948 referendum costituzionali. O si cambia ora o andremo al 2048!