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DOPO REFERENDUM/ Il "No" e una grande coalizione, la trappola di Berlusconi a Renzi

Renzi ha dichiarato che il referendum si vince a destra. Ma cosa si prepara, in caso di vittoria del No? Forse una "grande coalizione", con il supporto di B.? GIANLUIGI DA ROLD

Silvio Berlusconi (LaPresse) Silvio Berlusconi (LaPresse)

E pensare che la riforma costituzionale, anche quando si è dovuti ricorrere al referendum, doveva essere quasi una marcia trionfale! Se si riguardano i giornali di un paio di anni fa, dopo che si era votato alle elezioni europee, l'idillio tra Matteo Renzi e gli italiani era nella fase del famoso "innamoramento", descritto nel 1979 da Francesco Alberoni in un libro diventato famoso. Gli italiani si dichiararono, in quel "radioso maggio" del 2014, pronti a "mutare", anche in campo politico, come lo stesso Alberoni prevedeva nel suo schema dei vari innamoramenti.

Peccato che questo "amore politico" si sia perso per strada, nel giro di un paio di anni, e alle amministrative del 2016, nel centrosinistra e nel Paese l'aria sia diventata progressivamente pesante, nervosa, concitata e anche isterica in alcuni casi.

Così, si possono vedere dibattiti televisivi sul referendum costituzionale del 4 dicembre che rasentano la rissa fisica. Tra il "guru" delle procure, Marco Travaglio, e il presidente del Consiglio, si è cominciato il dialogo con rispettosi "lei", "prego", "parli", "mi ascolti" e si è finito con frasi del tipo: "Ma se la chiamavano 'bomba' fin da ragazzo!". E un premier che rispondeva litigando con il giornalista in modo quasi scomposto e anche un poco sgangherato. Tra Massimo D'Alema e Roberto Giachetti, al Festival dell'Unità di Roma, sembrava di assistere a un derby all'Olimpico, tra pernacchie e ululati dalla platea, con una stretta finale di mano che sembrava una sfida da regolare al momento giusto.

La sensazione è che gli ultimi sessanta giorni di campagna referendaria saranno ancora più roventi e non sono escluse sorprese di ogni tipo. Resta il dato di fondo, che quella che doveva appunto essere una marcia trionfale, per Renzi si è trasformata in una sorta di "sfida infernale", dal risultato incerto e quindi pericoloso, perché può mettere in uno stato di instabilità il governo e di riflesso il Paese.

Tutto questo inevitabilmente può preparare un dopo-referendum con uno scenario politico inedito. Facciamo qualche esempio.

Carlo De Benedetti ha messo le mani avanti con un'intervista al Corriere della Sera: voterà No, se non verrà cambiata la legge elettorale. In più, "consiglia" a Renzi di dimettersi in caso perda il Sì. A ben vedere è la risposta tipica della famosa "grande imprenditoria" italiana, cioè dei "capitani di sventura" che si prefigurano due posizioni nei momenti più delicati, tanto per non sbagliare: sto di qua, ma posso stare anche di là. Complimenti vivissimi, perché gli uomini di tale coraggio non si smentiscono mai.

Tuttavia l'intervista di De Benedetti coglie perfettamente il clima di nervosismo che esiste nell'attuale maggioranza di governo e che il premier vive. In fondo Renzi aveva personalizzato il referendum perché viveva quella fase di "innamoramento" e si illudeva di risolvere una grave crisi sociale, economica e politica. E' stato superficiale. 


COMMENTI
01/10/2016 - Per quanto possa sembrare assurdo (orazio bacci)

Berlusconi e Renzi, politicamente parlando, si assomigliano molto, sotto sotto sono due populisti anche loro. Perché Renzi con i soldi che occorrono per fare il ponte di Messina, non rimette a posto l'acquedotto della Sicilia, che e un bene primario, e che è ridotto come un colabrodo? questo è per la Sicilia molto più importante del ponte sullo stretto!

 
30/09/2016 - Davvero brava (ALBERTO DELLISANTI)

Non cambierei una virgola alla esauriente esemplare risposta ai Pellegatta e alle Pellegatta d'Italia, scritta da Valentina Timillero. Grazie mille Valentina Timillero! E a tutti auguri di buona lettura degli innumerevoli articoli che fanno parte della apposita sezione del "Sussidiario" ricordata da Timillero. Forza dottor Pellegatta, troverà ampiamente esposte le ragioni del NO, scritte da esperti, da Docenti, da persone di valore. Per gli amanti ab origine del SI', che non vogliano farsi traviare dalla lettura delle motivazioni del NO, faccio presente che è per loro consolatoria la lettura di una persona (pure ella di valore) che ha scritto due articoli che non entrano nel merito dei punti estremamente controversi dello scriptum del trio Boschi/Renzi/Verdini (supervisione di Napolitano), ma danno una ragione, come dire, esistenziale, che convince la Prof Lorenza Violini della opportunità di votare SI'. (Violini, in un editoriale di un paio di mesi fa, e in un articolo che trovai in precedenza).

 
30/09/2016 - I Pellegatta d'Italia (Valentina Timillero)

E' incredibile come si possa continuare a NON capire, nonostante tutti gli elementi necessari siano sul tappeto; e questo giornale, unico in Italia, ha il merito di ricordarli tutti (cfr. lo Speciale http://www.ilsussidiario.net/Speciali/Referendum-e-riforma-costituzionale/ ). Da questo punto di vista il Sig. Pellegatta esemplifica perfettamente le non-ragioni di chi ha previamente deciso di votare Sì (un'opzione politica, legittima) e poi, rifiutandosi di prendere in considerazione le ragioni del No, dice che queste non ci sono. Un po' la storia della volpe e dell'uva ...a rovescio, insomma. Eppure, questo giornale pubblica da mesi articoli e interviste le quali mostrano bene: 1) come la riforma costituzionale, per come è fatta, è una cattiva riforma, che fa più danni di quelli che pretende di risolvere; 2) che Renzi è stato messo dove si trova ora per continuare il lavoro iniziato da Monti, cioè contro l'Italia e per demolire quel che resta della nostra sovranità nazionale; 3) che i primi interessati a questa operazione (=a questa riforma) sono le grandi banche d'affari (il lato economico che i Pellegatta d'Italia non vogliono capire) e i poteri sovranazionali.

 
30/09/2016 - 1948, 2001, 2006, 2016... (Giuseppe Crippa)

Professor Pellegatta, scusi, dov'era nell'ottobre 2001 e nel giugno 2006 quando in Italia abbiamo votato due referendum costituzionali identici (ovviamente non nel contenuto) a questo?

 
30/09/2016 - Il confine tra coraggio e incoscienza è sottile (Giuseppe Crippa)

Effettivamente ci vuole molto coraggio per votare "SI".

 
30/09/2016 - 2 motivi per il NO (Carlo Cerofolini)

Chi vota NO al referendum costituzionale, lo fa essenzialmente per due motivi: 1) perché questa riforma nel merito è una schiforma pericolosa, confusa e che crea molti più problemi di quelli che dovrebbe risolvere, come si millanta dai fautori del sì; 2) perché Renzi – visto che in realtà è un re Mida al contrario (carta canta) – va urgentemente licenziato in modo da impedirgli di continuare a disastrare l’Italia.

 
30/09/2016 - Referendum (claudia mazzola)

Qualcuno ha il coraggio di dire cosa vota? Io si!

 
30/09/2016 - Ma chi aiuta a capire le questioni in gioco? (ROBERTO PELLEGATTA)

Sono dispiaciuto per questo tipo di interventi che ci ripetono il quadro politico ma non aiutano in nulla a votare sapendo cosa si vota. De Benedetti ha messo una questione che con il referendum non c'entra nulla. Per quali suoi interessi voglia fare questa confusione lo sa lui. Non è mai stato uno a cui interessava il bene dell'Italia. Cosa c'entra poi la crisi economica con la riforma elettorale? Se Renzi ha sbagliato a personalizzare è affar suo. Ma a chi deve votare non interessano i giochini politici ma un serio aiuto a capire le questioni in gioco. mai fatti dal 1948 referendum costituzionali. O si cambia ora o andremo al 2048!