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DIETRO LE QUINTE/ Renzi in crisi, tutti i "piani B" del Quirinale

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Sergio Mattarella con il presidente della Consulta, Paolo Grossi (LaPresse)  Sergio Mattarella con il presidente della Consulta, Paolo Grossi (LaPresse)

Il problema è che non sembrano esserci idee chiare su quali iniziative prendere per il rilancio dell'economia. Le attese suscitate sono probabilmente molte più delle risorse a disposizione, dalla riforma delle pensioni al rinnovo del contratto del pubblico impiego (fermo dal 2009). Poi c'è la necessità di rimodulare i sostegni alle imprese, dopo la fine del bonus assunzioni, che comunque ha conseguito risultati maggiori del jobs act.
Manovra espansiva, quindi, ma senza far troppo arrabbiare l'Europa: questa è la cruna dell'ago attraverso cui il governo deve passare. Un sentiero talmente stretto da consigliare il rinvio del voto referendario sin quasi al massimo consentito. La data che ha preso quota è quella del 4 dicembre, perchè così almeno una Camera avrebbe già avuto il tempo di approvare la legge di stabilità.
Se dovessero vincere il No è chiaro ormai che non si potrebbe andare al voto: il Senato, sopravvissuto all'ordalia elettorale, avrebbe un meccanismo di elezione radicalmente differente dalla Camera. E Mattarella non potrebbe consegnare il paese all'ingovernabilità. Sarebbe costretto a fare di tutto per formare un nuovo governo — in qualche modo di larghe intese — che riscrivesse in fretta regole elettorali più omogenee. E Renzi, in quanto leader del partito di maggioranza relativa, non potrebbe tirarsi indietro. Potrebbe anche rimanere a Palazzo Chigi, facendosi carico però della nuova legge elettorale.
Ma anche in caso di vittoria del Sì si potrebbero aprire scenari insidiosi. Crescono i segnali che l'Ncd, o almeno una sua parte,  potrebbe considerare conclusa l'esperienza del governo per tentare di rientrare da vincitori (avevamo ragione noi, abbiamo fatto le riforme") nel gioco del ricostruendo centrodestra. In Senato i numeri per il governo potrebbero farsi rapidamente incerti. Al Quirinale si riflette anche su scenari come questo, per essere pronti, in ogni caso, ad aprire un paracadute e salvare il paese dall'instabilità.



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