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CAOS ROMA/ Padellaro: M5s, le caste (chiuse) non possono fare politica

Pubblicazione:mercoledì 7 settembre 2016

Luigi Di Maio (LaPresse) Luigi Di Maio (LaPresse)

Sì. Quest’aria da gruppo chiuso, con regole che non conosciamo, non va bene perché i Cinque Stelle non sono più una forza di opposizione minoritaria, bensì un movimento che si candida a governare grandi città e lo stesso Paese. Ma come possono farlo se non cambiano proprio la struttura e la filosofia del loro gruppo dirigente?

 

Perché i problemi di M5s vengono fuori tutti adesso?

Non dobbiamo dimenticare l’assenza di Gianroberto Casaleggio. La sua morte ha causato dei problemi a catena, nel senso che Casaleggio era l’unico nel Movimento che aveva una visione politica e, conoscendo i difetti della sua creatura, sapeva prevenirli. Se oggi fosse ancora vivo, la nuova giunta di Roma avrebbe avuto meno problemi. Casaleggio era l’unico che poteva dire alla Raggi: “Così non va bene, devi comportarti in un altro modo”.

 

Perché Grillo non è capace di giocare questo ruolo?

Grillo non è capace di fare questo. E’ stato uno straordinario motivatore, ma non ha neanche voglia di mettersi a mediare tra le beghe di questi personaggi con una levatura anche abbastanza modesta. La Raggi a Roma soffre dunque della mancanza di un riferimento forte a livello nazionale.

 

La Raggi riuscirà a durare?

Intanto stiamo parlando di un sindaco in carica soltanto da due mesi e mezzo. In ogni caso noi abbiamo due possibilità. La prima è che la Raggi sia costretta alle dimissioni, e che quindi Roma sia di nuovo commissariata e si ritorni a votare. Ma è pensabile che M5s voglia suicidarsi in questo modo? Le dimissioni della Raggi, sia per scelta personale sia provocate dal suo gruppo consiliare, sarebbero il suicidio di M5s in quanto certificherebbero che è incapace di governare grandi città e quindi lo stesso Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



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