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CAOS ROMA/ I tre nomi che stanno dietro la partita di M5s

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Virginia Raggi (LaPresse)  Virginia Raggi (LaPresse)

Sono due gruppi di interesse, uno più tradizionale e l’altro altrettanto potente che finora è stato un po’ meno nella prima scena politica, e che adesso attraverso la Raggi ha creduto di potere finalmente affacciarsi ad essa. A Roma tradizionalmente c’è uno scontro molto trasversale che ha riguardato e riguarda il mondo delle costruzioni. A ciò si aggiunge la vicenda delle Olimpiadi nonché le due squadre di calcio con i loro interessi relativi ai due stadi.

 

Nello specifico chi sono i capofila di questi due gruppi di potere?

Il gruppo di interessi che ha sponsorizzato la Raggi ha fatto perno su Cerroni, un uomo di grandissima disponibilità economica. Questo gruppo aveva altre priorità rispetto a quelle del mondo che va da Francesco Gaetano Caltagirone al presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Luca Cordero di Montezemolo.

 

Perché Casaleggio ha scelto di legare il suo Movimento a un vecchio gruppo di potere?

La domanda è pertinente solo se noi ci immaginiamo che Casaleggio fosse un profeta disarmato. Nella realtà invece era un uomo potente, che veniva da esperienze rilevanti, che aveva ben chiaro il significato della parola potere, nonché di quelli che lungo la strada sarebbero stati i suoi avversari. Spesso la presenza degli avversari determina la natura degli amici. Io non ho mai creduto che Casaleggio avesse in testa una formula salvifica né per Roma né per l’Italia. Anzi aveva in mente il coagularsi di una struttura di potere, e con il cinismo che M5s ha sempre dimostrato era propenso ad allearsi con chiunque gli capitasse. Non stiamo parlando di una congrega di fraticelli, bensì di un gruppo politico molto aggressivo.

 

Quanto è efficace l’accusa di “doppia morale” mossa da Renzi ai Cinque Stelle?

In questo momento i Cinque Stelle stanno perdendo pochissimi voti. Il riflesso condizionato dei movimenti di questo tipo è puramente auto-difensivo e il loro elettorato, anche se arrabbiato, non è vicino ad abbandonarli. Non sarà l’accusa di doppiezza a togliere forza a M5s. Ciò che gli toglierà forza sarà se nel prosieguo dell’amministrazione gli errori si sommeranno e soprattutto se si rivelerà un’inadeguatezza della giunta, tale da trasformarsi in un sentimento avverso dell’opinione pubblica.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
08/09/2016 - Caldarola molto cauto ma chiaro (ALBERTO DELLISANTI)

I tre che vedono insidiato un longevo potere in Roma sono appunto Caltagirone, Cordero di Montezemolo, con l'aggiunta del Malagò capo Coni (visti gli appetiti da Olimpiade). La logica della scelta della Raggi (influenzata dal defunto Casaleggio) era proprio quel suo essere senza colore politico di destra come di sinistra. Avendo (però) avuto pregressi contesti di lavoro apprezzabili nei mondi di "destra", che vedono un numero assai elevato di estimatori nel corpo elettorale romano. La Raggi ha raggiunto circa quota 70% per l'assoluto discredito maturato sia dagli Amministratori di Sinistra, sia da quelli di Destra. Ma ha contato anche l'intelligente scelta di candidare una Virginia Raggi. Tornando ai magnifici tre, si vede come hanno dato fuoco alle polveri. (Che pena ascoltare questa sera su "La7" la On. Moretti del PD...). Un Cerroni che si colloca su un versante opposto prova invece a trarre vantaggio... Ma volere impiccare la Nuova Amministrazione a un Cerroni, è un gioco di "nemici giurati". Così come lo è lo sparare a zero su una Muraro, che ha competenze enormi. Vale la pena verificare che siano al servizio dei Romani, piuttosto che di loschi interessi prefigurati dai suoi detrattori giurati. Bravi Raggi e M5S nel decidere che sia la Magistratura a configurare i termini per rimandarla a casa. Termini al presente del tutto inesistenti, per cui sarebbe masochistico il privarsi di tale collaboratrice. Se l'accusa è di intendersela con il diavolo, allora fuori!

 
08/09/2016 - Roma farà bene ad essere "incazzata"! (Silvano Rucci)

Abbiamo votato M5s perché nauseati dalla corruzione politica nella Capitale, durata per decenni. Soltanto coloro che praticano onestà riescono a resistere alle tentazioni proposte, strada facendo, nell'Amministrazione. La Raggi si è candidata pulita innanzitutto, poi è anche giuridicamente ben preparata. L'unico neo è il non essere così navigata come un qualsiasi incallito disonesto. I suoi cittadini per questo però l'hanno eletta e lo faranno ancora, quanto più cristallini saranno i suoi rapporti con loro. Gli avversari politici si stanno comportando da invidiosi "rosiconi". Ha fatto bene Grillo a parlare di "cazzata" e farà bene Roma ad essere "incazzata" per molto tempo avvenire!