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REFERENDUM COSTITUZIONALE / News, Finocchiaro difende la riforma: ‘serve stabilità al sistema’ (Oggi 9 settembre 2016)

Referendum Costituzionale news, le ultime notizie dalla politica sul pacchetto di riforme Boschi-Renzi, oggi 9 settembre 2016. La Cgil invita per il No al voto e ora 6 milioni di iscritti?

Referendum news (LaPresse) Referendum news (LaPresse)

REFERENDUM COSTITUZIONALE NEWS, FINOCCHAIRO DIFENDE A SORPRESA LA RIFORMA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 9 SETTEMBRE) - Non è mai stata una fan di Matteo Renzi eppure sul referendum costituzionale Anna Finocchiaro, senatrice e giurista del Pd, ha espresso un giudizio di massima sul proprio Sì al voto di novembre che chiamerà alle urne tutti gli italiani. In un dialogo ieri sera a Reggio Emilia - dopo l’intervento di Renzi - tra Finocchiaro e Gustavo Zagrebelsky - il costituzionalista che ha giurato di smettere di insegnare diritto se vincerà il Sì al referendum - si è scatenato il dibattito con la senatrice dem che ha provato a spiegare alla platea le ragioni ultime del Sì alle riforme costituzionali promosse con il voto di fiducia dalla maggioranza. «E' tempo di dare maggiore stabilità al sistema istituzionale, è tempo di avere istituzioni più efficaci e anche un sistema che, al contrario di quanto dicono i sostenitori del no, non è né privo di contrappesi né consegna al governo un potere illimitato».

REFERENDUM COSTITUZIONALE NEWS, LOTTI E CUPERLO PROVE DI DIALOGO PD (ULTIME NOTIZIE OGGI, 9 SETTEMBRE) - Referendum Costituzionale è ovviamente sempre più il tema politico del momento, con il Pd che rischia di “mangiarsi” dal di dentro con le continue frattura e proclami tra ala renziana e ala dalemiana: e gli altri? I tentativi di dialogo e unità sono pochi, anche se nelle ultime ore Gianni Cuperlo e Luca Lotti provano da distanza tecniche di unità. Il referendum che rilancia sulle riforme costituzionali del governo è per Renzi quasi vitale e così anche per il futuro immediato del partito di maggioranza: «occa al segretario del Pd e alla maggioranza che lo sostiene spendere parole nette e ridurre la portata dello scontro nel Paese e nella sinistra, tentando di riaprire il dialogo e una prospettiva di ricostruzione per il centrosinistra del giorno dopo. In caso contrario si assumeranno la responsabilita' di quella frattura che in questi mesi ho contrastato con ogni mezzo», duro Cuperlo che però al di sotto “nasconde” la scelta dell’ala cuperliana di annunciare una mobilitazione per il Sì al referendum. Luca Lotti, sottosegretario presidenza Consiglio intervenuto alla festa del Pd a Catania, riconosce lo sforzo e loda il risultato. «E' stato bello vedere anche i rappresentanti dell'ala cuperliana annunciare una mobilitazione per il 'Sì' al referendum. È una battaglia di tutti». Dialogo imbastito, verrà continuato?

REFERENDUM COSTITUZIONALE NEWS, LA CGIL INVITA GLI ISCRITTI A VOTARE NO (ULTIME NOTIZIE OGGI, 9 SETTEMBRE 2016) - Il Referendum Costituzionale che si terrà presumibilmente a fine novembre sarà l’occasione di vedere anche come si comporteranno i circa 6 milioni di iscritti alla Cgil che da ieri vede un importante “invito” (o diktat?) a votare No nel voto sul pacchetto di riforme Boschi. Con un documento inviato a tutti gli iscritti del maggior sindacato nazionale, la Cgil invita così a votare No al prossimo referendum, precisando poi che non si tratta di perdere l’autonomia “non aderiamo a nessun comitato”. Ma il problema scatenato resta, con la decisione di Susanna Camusso di andare contro l’opera del “nemico” premier Matteo Renzi: decisione presa durante l’Assemblea generale che ha approvato l’ordine del giorno dopo mesi di discussione sul merito della riforma. «Resta la libertà di posizioni individuali diverse di iscritti e dirigenti, trattandosi di questioni costituzionali»: i motivi di questo no, dopo mesi in cui la stessa Camusso ha pubblicamente sempre espresso parere negativo sulla riforma costituzionale impostata dal Governo nel Ddl Boschi, vengono accennati nel documento generale. «la Cgil valuta lamodifica costituzionale da una parte un’occasione persa per introdurre quei necessari cambiamenti atti a semplificare, rafforzandole, le istituzioni. E, dall’altra, giudica negativamente quanto disposto da tale modifica perché introduce, senza migliorare la governabilità né il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni: dal Parlamento al Governo, dalle Regioni allo Stato centrale». Un’occasione persa secondo la Cgil che spingeva per superare il bicameralismo perfetto e che crede, dal momento in cui potrebbe vincere il Sì, che ciò non avverrà. I circa 6 milioni di iscritti ora cosa faranno? Il rebus rimane aperto… (Niccolò Magnani)

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