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Politica

RETROSCENA M5S/ Gli affari della Casaleggio Associati dietro il blitz europeo

In serata Alde (Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa) dice no all'accordo con M5s. La giravolta di Grillo finisce in farsa. Il commento di MAURO SUTTORA

Beppe Grillo (LaPresse)Beppe Grillo (LaPresse)

La doccia fredda per Grillo e Casaleggio arriva alle 18.21: Alde (Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa) dice no all'accordo con M5s. "Tre giorni intensi sono finiti" annuncia per primo su Twitter l'europarlamentare svedese Fredrick Federley, membro del Gruppo. Lo conferma poco dopo uno sconsolato Guy Verhofstadt, che vede svanire le sue chances di correre per la presidenza del Parlamento europeo (si vota dal 17 gennaio): troppe divergenze su questioni europee fondamentali. Finisce così un matrimonio di interesse durato un giorno, con gli stessi liberali di Alde che criticano le scelte dell'ex primo ministro belga e tanti grillini spiazzati da una decisione di vertice presa all'oscuro di tutti (il memorandum di intesa era del 4 gennaio) e sottoposta soltanto ieri alla ratifica degli iscritti.

L'epilogo? In serata Beppe Grillo se la prende con il Potere ("L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo") e annuncia il piano B: si chiama Ddm (Direct Democracy Movement). Ossia marciare da soli. I retroscena di una figuraccia europea nel commento di Mauro Suttora, giornalista di Oggi ed esperto di M5s.

Suttora, l'accordo Alde-M5s è saltato.

Non si può credere che Grillo sia stato così ingenuo: si sarà fidato di David Borrelli. Una figuraccia. Ma anche la sua ultima dichiarazione è surreale: adesso accusa i poteri forti di non averlo voluto, poco prima voleva entrare nel club. Sono stati molto più onesti i liberali a dire no grazie, Grillo non fa per noi, anche se ci avrebbero guadagnato in termini di finanziamenti. 

Verhofstadt non ci fa una gran figura.

Verhofstadt con questo ha chiuso, credo.

Ricominciamo da Grillo. Domenica annuncia la svolta europeista, ieri la sottopone al voto online, poi si scopre che l'intesa con Alde è del 4 gennaio.

E' grave che quel documento non sia stato reso pubblico immediatamente. Ma è grave anche che tutti i deputati europei ne fossero all'oscuro, tranne Borrelli che ha fatto la trattativa. E quando la cosa è uscita, tutti a fare il pesce in barile.

Paura di passare per dissidenti?

Certo, perché in M5s chi incomincia a imboccare quella strada fa la fine di Pizzarotti.

Borrelli sarebbe diventato vicepresidente esecutivo di Alde. Ma chi è?

L'unico che conta tra i 17 arrivati a Bruxelles due anni e mezzo fa. E' stato il primo consigliere comunale grillino, eletto a Treviso nel 2008. Dopo i due mandati non si è ripresentato perché puntava a ben altro. 

E cioè?

I 40mila euro netti al mese che prende un eurodeputato. Fra stipendio, spese di rappresentanza, spese varie, i 21mila euro mensili per i collaboratori, in totale arriviamo a 40mila euro circa. Forse è questo che spiega il silenzio degli eurodeputati.

Non danno una parte dello stipendio al Movimento? 


COMMENTI
10/01/2017 - Darsi un poco di tempo per capire Suttora (ALBERTO DELLISANTI)

Non solo i "retroscena", ma una serie di valutazioni del giornalista Suttora richiedono un tempo necessario a comprendere quanto possano condurre a questa o quella verità fattuale, e quanto siano invece un quadro interpretativo mal disposto nei confronti di Grillo e del M5S. Nel repertorio così significativo delle interviste del Dr Ferraù ho invece avuto l'opportunità di leggere oggi l'intervista (che avevo perso) fatta l'altro giorno al Direttore ticinese Marcello Foa. Da ringraziare intervistato ed intervistatore per il livello di informazione e di intelligenza espressi. E' stato peraltro molto buffo leggere un commento che chiedeva ai due di non usare più la "pancia". Quella pancia che non lascia comprendere a Foa e Ferraù che la salvezza dell'Italia risiede nel divin Renzi Matteo.