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DIETRO LE QUINTE/ Mps e quei due problemi che agitano Mattarella

Sergio Mattarella (LaPresse) Sergio Mattarella (LaPresse)

Facciamo una breve rassegna. Con il 2017 si è entrati nel decimo anno della crisi economica mondiale e nel nono (per quanto si è avvertito) della crisi europea e italiana. I numeri sono sempre gli stessi, con variazioni insignificanti e soprattutto una crescita che, in Italia, non c'è più da venti anni almeno. E il passare del tempo provoca frustrazioni e abitudine a una perenne delusione verso la politica. Le colpe? Stando alle leggende metropolitane e ai retroscena da avanspettacolo, si potrebbe ormai risalire a D'Azeglio, Cavour, Crispi e Giolitti. Ma diventa tutto comico, o meglio tragicomico, attribuire le colpe sempre al passato ormai remoto.

Il problema fondamentale è che tre governi di coalizione, con tecnici o politici nuovi, in cinque anni hanno lasciato quasi tutto come prima; e i decimali preoccupano anche Mattarella che, non a caso, ha posto il problema del lavoro come il problema principale italiano — il problema del lavoro dei giovani, per evitare che intere generazioni si "perdano", non solo perdano la speranza. E' chiaro che Mattarella, quando sottolinea questo problema, mette al centro il lavoro che deve arrivare da un rilancio e da uno sviluppo economico da perseguire in tutti i modi e con tutte le possibilità. Non è forse stato un campanello d'allarme che più dell'80 per cento dei giovani in Italia abbiano votato No al referendum, dimostrando di voler bocciare una politica e non una riforma costituzionale?

In sintesi, quando Mattarella parla di questo problema, in termini chiari, fa intendere che nella società italiana, pur ricca di slanci positivi, c'è una "bomba sociale" che rischia di esplodere.

Se il lavoro, o meglio la mancanza di lavoro e di sviluppo è il problema principale, occorre aggiungere che i fastidi si moltiplicano. La ricapitalizzazione per via privata del Monte dei Paschi di Siena non è riuscita e quindi ci penserà lo Stato, l'intervento pubblico. Problema risolto? C'è da sperare che non abbia conseguenze di diverso tipo. Mps ha avuto il suo "Vietnam" nella vicenda della scalata di Antonveneta (anche quando la crisi mondiale era già scoppiata). Antonveneta non era una banca normale per molti aspetti. Per quale motivo c'è stata tanta insistenza da parte di Mps nel volerla acquisire? In più, qual è la reale entità dei crediti incagliati e perché, da quando si è parlato di intervento pubblico, c'è chi chiede con insistenza la lista dei creditori privilegiati e non certo "bisognosi"? Anche Mps è una patata bollente che deve essere risolta al più presto, con un minimo di chiarezza, nell'interesse generale e soprattutto nell'interesse del sistema bancario italiano, che sembra ormai nel mirino degli speculatori e degli analisti finanziari di tutto il mondo. 


COMMENTI
08/01/2017 - Preoccupante (Luigi PATRINI)

Analisi preoccupante, ma interessante, vera e stimolante, capace di farci capire la grande, gransissima opportunità che questo preciso momento storico offre a tutti gli uomini seri, laboriosi, consapevoli della loro dignità e della loro responsabilità. Per questo credo (e ne sono sempre più convinto) che questo momento sia davvero provvidenziale: ce lo fa capire continuamente anche Papa Francesco, un Papa straordinario, ultimo in ordine di tempo di una serie lunghissima di Papi uno più straordinario dell'altro, che, a partire da Pio IX e Leone XIII, ci hanno insegnato che il Messaggio divino che la Chiesa - con la sua umanità - porta agli uomini, è davvero ricco di implicazioni sociali e politiche. I cattolici hanno oggi una responsabilità immane: di fronte a Dio e agli uomini. Ma il Figlio dell'Uomo, quando verrà, ....troverà ancora la Fede, sorella della Speranza e della Carità?