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Politica

Sondaggi Elettorali Politici/ Index, premier centrosinistra: elettori scelgono Gentiloni (e bocciano Renzi)

Sondaggi politici elettorali, ultime notizie di oggi 14 novembre 2017: intenzioni di voto, il Pd di Renzi in caduta libera. Di Maio premier vince ma non convince appieno

Sondaggi Politici Elettorali e intenzioni di voto (LaPresse)Sondaggi Politici Elettorali e intenzioni di voto (LaPresse)

SONDAGGI INDEX, PREMIER PER GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA

Gli ultimi sondaggi prodotti da Index Research hanno chiesto agli elettori del centrosinistra ad oggi quale sia il loro candidato premier indicato e favorito: ebbene, Renzi bocciato sonoramente, Gentiloni promosso e a sorpresa Pietro Grasso come secondo “leader” designato subito dopo l’attuale premier. I dati sono interessanti e vedono il 17% degli elettori del centrosinistra scegliere Gentiloni, il 15% Grasso e solo il 14% l’attuale segretario Pd ed ex premier Renzi. Dietro tutti gli altri, con cifre più contenute e divise tra le varie anime della sinistra e del centrosinistra: Franceschini al 9%, Veltroni all’8%, Minniti e Orlando al 6%, mentre molto più in basso troviamo Romano Prodi e Pier Luigi Bersani al 3%, Massimo D’Alema al 2% ed Enrico Letta neanche votato tra gli elettori dem. 

PIEPOLI, PRONTA LA SVOLTA GREEN PER L’ITALIA?

Sempre tra i sondaggi dell’Istituto Piepoli si scova uno interessante sul futuro a medio termine del nostro Paese rispetto all’evoluzione del mercato globale ed europeo: sul fronte infatti della crisi economica e sul rilancio delle aziende italiane, il mercato “green” è pronto a sbarcare definitivamente nei nostri confini? Il dibattito diventa anche sondaggio con Piepoli che ha chiesto agli elettori quali comportamenti nell’area della mobilità personale sono stati messi in pratica per provare a contribuire alla riduzione dell’inquinamento ambientale. Le risposte sono state varie e in quest’ordine: il 30% ha risposto “mi sposto maggiormente a piedi”, mentre il 25% spiega che ha ridotto l’uso dell’auto; il 16% prende più mezzi pubblici, un altro 16% prende più la bicicletta anche grazie ai nuovi metodi di bike sharing. In pochi invece (il 3%) non usa più l’auto, utilizzato un’auto ibrida elettriche usa molto di più il car sharing; il 2% invece sceglie car pooling e altri metodi più di nicchia per provare ad aiutare quella svolta “green” cui è chiamata l’Italia nei prossimi anni. 

IPSOS, IL LEADER E IL PREMIER

Chi è in grado ad oggi di guidare l’Italia nel prossimo Governo? Questa domanda è stata girata dai sondaggi di Ipsos agli elettori intervistati, una settimana dopo il voto siciliano che ha ribadito l’impressione generale in vista delle prossime Elezioni Nazionali. M5s in crescita, centrodestra favorito, centrosinistra in cerca di unità: sul fronte leader però la partita è più complessa e gli stessi elettori si esprimono con netta indecisione a riguardo del possibile futuro premier. I numeri infatti sono molto bassi: vincerebbe ad oggi Luigi Di Maio, investito con il 19% di consenso, non certo una fiducia alle stelle. E gli altri fanno addirittura peggio: Berlusconi, a sorpresa, al 15%, Paolo Gentiloni al 14%, Renzi in pieno ribasso al 11% addirittura dietro Salvini (10%). Il 27% sceglierebbe ad oggi un altro leader tra quelli consigliati e il 4% ancora non saprebbe quale scelta porre se si trovasse alle urne (posto che va ricordato che il leader non si sceglie sulla scheda elettorale): la fiducia resta ancora abbastanza bassa con l’astensione che resta il “partito” più votato tra gli italiani anche in questa fine 2017. 

EMG, CENTROSINISTRA SALE SE TROVA L’UNITÀ

È un sillogismo anche piuttosto banalotto, ma i sondaggi servono a confermare dati di realtà “semplici”: se Renzi va alle urne insieme alla sinistra ha molte possibilità di insidiare il centrodestra e sicuramente, ad oggi, batterebbe anche il Movimento 5 Stelle. Il problema sta proprio in quell’unità che la sinistra ha visto solo poche volte nella sua storia (Ulivo e Unione) e con risultati non esattamente altisonanti; Renzi oggi in Direzione Pd proverà la svolta a sinistra, ma in pochi ci credono davvero e che duri fino al prossimo strappo-polemica. Intanto, i dati dicono che deve farlo, nolente o volente, per poter avere chances nelle prossime elezioni: 33,6% al centrodestra, 31,2 al centrosinistra senza la Sinistra radicale e 28,6% ai grillini. Se però a Renzi-Alfano e Co si aggiungono anche i 3,1% di Mdp e il 2% di Sinistra Italia, il risultato andrebbe decisamente meglio e si potrebbe avere un nuovo governo di sinistra per i prossimi 5 anni. Il problema però resta sul fronte Renzi-Sinistra e le intenzioni bellicose dei due schieramenti non promettono granché: sul fronte numerico, ecco i singoli dati per i partiti. Lega (13,7%), Forza Italia (13,3%), Fratelli d’Italia (3%), Udc (1%) e Movimento Animalista (0,7%) sarebbero battuti se Pd (26,5%), Ap (1,8%), Verdi (0,9%), Psi (0,9%) e Campo Progressista (0,6%) si mettessero insieme alla Sinistra radicale. Avverrà mai? 

PIEPOLI, REGIONALI SICILIA HANNO SPOSTATO GLI EQUILIBRI?

Le ultime elezioni regionali in Sicilia hanno spostato gli equilibri verso il voto nazionale delle Politiche? La risposta degli intervistati elettori è assolutamente no, a vedere i sondaggi prodotti da Piepoli, anche se un esito di certo lo hanno ottenuto mettendo un Pd e un Renzi soprattutto in netta difficoltà, con la Direzione Nazionale convocata per oggi che dovrà stabilire un bel po’ di “cosette” in vista dei prossimi mesi. E poi il Movimento 5 Stelle che si è dimostrato forte ma non ancora abbastanza per prendere una maggioranza netta, specie senza accordi con nessuna altra forza politica. Il 56% degli italiani ritiene che il voto in Sicilia abbia avuto anche per questi motivi una netta importanza anche per il contesto nazionale (il 36% dice invece di no), mentre alla domanda successiva su un esito delle Elezioni Regionali che possa avere influenzato il voto per le prossime Nazionali Politiche, solo il 30% risponde affermativamente, mentre il 65% si dice per nulla “spostato” nelle intenzioni di voto. 

EUROMEDIA: PD IN CADUTA LIBERA, CENTRODESTRA ALLE STELLE

Nei sondaggi prodotti da Euromedia Research dopo la tornata elettorale in Sicilia si vedono conferme abbastanza prevedibili delle forze in campo viste domenica scorsa: con le prime intenzioni di voto post-Regionali il Partito Democratico è in caduta libera con il 24,7% frutto del fallimento totale dei renziani in terra siciliana. Male tutto il centrosinistra che ad oggi nelle Elezioni Politiche Nazionali prenderebbe un complessivo 27,3%, con l’aggiunta di Ap ai minimi storici (1%) e Campo Progressita-Radicali che assieme darebbero un 1,6% di voti. Centrodestra alle stelle invece dopo la vittoria di Musumeci: Lega Nord con il 15,7%, Forza Italia al 15,5%, Meloni al 4,2% e altri partiti della possibile coalizione (Nuova Democrazia Cristiana+Polo Liberale e Repubblicano+Partito Animalista+Movimento Nazionale per la Sovranità) al 3,3%. In tutto raccoglierebbero ad oggi il 38,7% delle votazioni totali: per il Movimento 5 Stelle il consenso sale fino al 28,3%, staccando di netto il Pd ma non riuscendo a contrapporsi al “patto dell’arancino” siglato a Catania. Chiude la Sinistra che con Mdp ()2,7% e Sinistra Italiana al 2%, con altre forze riuscirebbe a raccogliere un 5,3% che farebbe molto comodo a Renzi ma che ad oggi non pare esserci come speranza per chi a sinistra parla di larga coalizione in stile Ulivo.

DEMOPOLIS, M5S NON RAFFORZATO DOPO LA SICILIA

I dati raccolti dai sondaggi Demopolis dopo le elezioni in Sicilia spiegano un punto interessante: per chi ritiene che il Movimento 5 Stelle sia stato davvero la lista-partito più rafforzato dopo i risultati delle Regionali, questi sondaggi in realtà smentiscono un po’ l’antifona visto che solo il 25% si dice certo che Di Maio e Grillo escano rafforzati dal voto in cui si sono visti primo partito in tutta la Sicilia. Il 63% dice che invece è il centrodestra di Berlusconi e Salvini a vedersi dl tutto rafforzati dopo la vittoria di Musumeci e dopo la conferma che una coalizione “all’antica” è ancora in grado di battere l’intero centrosinistra e pure il “nuovo” Movimento 5 Stelle che sulla guida della regione Sicilia aveva puntato da mesi con una campagna elettorale in cui tutto il board centrale (Di Maio, Di Battista e lo stesso Grillo) si è speso molto più di Berlusconi, Salvini, Renzi e Meloni messi insieme.

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