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Politica

BANCHE E SINISTRA/ Pomicino: da Fassino alla Boschi, ecco il vero errore

La Boschi viene criticata per essersi interessata di Etruria, ma è stato chi governava nel 2012, cioè Mario Monti, a sbagliare tutto. Il commento di PAOLO CIRINO POMICINO

Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (LaPresse)Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (LaPresse)

"Una vicenda usata per attaccare me e il Pd" si difende Maria Elena Boschi dopo che il padre Pier Luigi è risultato indagato per falso in prospetto e ricorso abusivo al credito (e ora sbuca un'altra grana, un giro di consulenze dubbie per 13 milioni). Il Pd fa muro, Renzi non si vede né si sente. Ma su questa vicenda Paolo Cirino Pomicino, deputato andreottiano per cinque legislature e ministro del Bilancio tra il 1989 e il '92, canta fuori dal coro. "La Boschi? In parlamento avrebbe dovuto invitare tutti a sostenerla".

Ghizzoni, l'ex ad di Unicredit, non parla. La Boschi respinge le accuse e dice che il suo operato è stato regolare.

Guardi, in questa vicenda il problema è un altro. Oggi viene criticata la Boschi per essersi interessata di Etruria. Io sostengo invece che la colpa del governo è di non avere salvato Etruria, CariFerrara, Banca Marche e CariChieti quando era il momento. E' vero che ha commissariato Etruria nel 2015, ma il commissariamento di Banca Marche è del 2012.

E perché dice questo?

Perché se il capo del governo e il ministro dell'Economia (Mario Monti e Vittorio Grilli, ndr) non fossero stati solamente uomini della finanza internazionale, avrebbero agito come in Francia, Germania e Gran Bretagna. Avrebbero salvato le banche con i soldi del fondo interbancario di tutela dei depositi.

La normativa sul bail in ancora non c'era. Sta dicendo che si poteva ancora intervenire con fondi pubblici?

Io dico che il fondo interbancario era ritenuto dalla Banca d'Italia un fondo privato e come tale era uno strumento agibile. Mi dirà: ma la Bce sosteneva che quel fondo fosse di natura pubblica, visto che il contributo delle banche al fondo era dato da un obbligo di legge. Sì, ma questa non era l'interpretazione di Bankitalia.

E quindi?

A quel punto un governo serio avrebbe fatto ricorso al fondo interbancario anche contro il parere della Bce, portando gli organismi europei dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione Europea. A distanza di qualche anno i giudici ci avrebbero dato ragione e nel frattempo avremmo salvato le banche.

Invece il governo Monti ha lasciato che la disciplina sul bail in andasse avanti, permettendo così a Bankitalia di commissariare gli istituti in crisi. E la Boschi? E Renzi?

Che un governo, non solo il ministro dell'economia ma anche i sottosegretari, possa chiedere di salvare una banca è nell'ordine naturale delle cose. Sta nel dovere di un ministro!

Dice sul serio?

Si ricorda il famoso "Ma abbiamo una banca?" di Fassino al telefono con Consorte? La sinistra sbaglia sempre tutto: oggi non ha salvato le banche, allora fu a un passo dalla scalata di Bnl (bloccata dalla Banca d'Italia, ndr) ma le venne rinfacciato e si vergognò di averlo fatto. Oggi la Bnl è in mani francesi.

Ma quel è la morale? Siamo sprovveduti, siamo politicamente deboli o c'è qualcuno in malafede?

I nostri politici sono sprovveduti, i ministri dell'Economia sono legati alla finanza internazionale da vent'anni a questa parte. E' un dato. Lei trova un altro paese in questa situazione? Se montiamo un caso perché la Boschi ha chiamato Ghizzoni a sostenere Etruria, facciamo ridere. 

Facciamo ridere chi?

Chi è capace di tutelare i propri interessi e il proprio sistema paese.

Cosa dice della commissione d'inchiesta sulle banche?

Mi pare fatta di sprovveduti. Di queste cose non sanno nulla.

Non sanno nulla o non vogliono sapere nulla?

Preferisco parlare di inadeguatezza piuttosto che di complicità. 

Insomma tutto regolare.

La Boschi andrebbe sanzionata politicamente per aver detto in Parlamento di non essersi mai interessata di Banca Etruria. Avrebbe dovuto dire l'opposto: io me ne sono interessata perché è una banca del mio territorio e per questo sollecito tutti voi a intervenire. 

E invece?

E invece lei e i suoi compagni di partito si vergognano di fare cose naturali. Se uno non ha il coraggio delle proprie azioni non governa. 

Dove sta il problema secondo lei, Pomicino?

Pensi a Unicredit, Mediobanca e Generali, delle quali non abbiamo più il controllo. Lei ha mai trovato qualcuno dei politici nostrani, da destra a sinistra, che si siano interessati di questo? D'Alema ha detto al Corriere che la Francia colonizza il nostro sistema economico. Ha ragione, ma tutto questo è cominciato da tempo. Siamo una colonia straniera a nostra insaputa. 

Per ignoranza o piuttosto per il lavoro ben fatto di qualcuno?

Metà per ignoranza e metà per complicità. Il risultato non cambia ed è drammatico. Il paese non è tutelato.

L'Italia può ancora salvarsi?

Sì se torna a fare politica. 

Come la facevate voi?

Avevo pensato di candidarmi e sono sicuro che sarei stato eletto. Ma non ho più l'età e ho qualche problema di salute. 

Si è parlato infatti di una sua candidatura con i democristiani di sempre, da Rotondi a Cesa a Mastella. Ma con quali prospettive?

La nuova maggioranza che governerà il paese sarà fatta da Forza Italia, Pd renziano e sigle centriste post-Dc.

Riuscirete a governare?

I numeri ci saranno. Berlusconi recupererà una parte del suo elettorato e si assesterà intorno al 20 per cento, il Pd manterrà il 25 per cento e noi porteremo 4 punti abbondanti. Arriviamo sicuramente al 48 per cento. Aggiunga qualcun altro ed è fatta.

In bocca al lupo, onorevole Pomicino.

Grazie, altrettanto.

(Federico Ferraù)

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