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DALLA CINA/ Lao Xi: A chi fa comodo l'Italia al voto subito?

Alcuni commentatori hanno paragonato questo periodo dell'Italia, a motivo del caos e dell'incertezza politica, al '93. Un errore, perché è molto peggio. Dalla Cina, LAO XI

Sergio Mattarella (LaPresse)Sergio Mattarella (LaPresse)

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Nei giorni scorsi su queste pagine l'ottimo Antonio Polito diceva che la crisi attuale dell'Italia è simile a quella del '93. Da lontano, e con grande rispetto, oseremmo in parte dissentire: è molto, ma molto peggio da allora.

Nel '93 all'inizio di Mani Pulite crollò un sistema di potere che aveva retto il paese per circa mezzo secolo. Allora comunque una parte di quel sistema politico, il Partito comunista, sopravviveva, mentre in pochi mesi l'opposizione al Pci si coalizzava intorno a due nuove formazioni, Forza Italia e Lega Nord.

Ma soprattutto allora il quadro internazionale ed europeo era solido. L'Urss e il suo impero erano crollati, la Germania si era riunificata e la Comunità europea si stava rafforzando. L'America, guidata da Bill Clinton, pareva una superpotenza totale e sosteneva il cambiamento in corso in Italia. Il sistema finanziario che aveva guidato l'Italia dal dopoguerra, imperniato sui nodi fra Mediobanca-Generali, con Credito Italiano e Banca Commerciale, era solidissimo e intatto.

Oggi la realtà è totalmente diversa. Il sistema finanziario si sta sfarinando. Il Monte dei Paschi è fallito, l'Unicredit sembra avviato a fare una fine simile, travolto da una montagna crescente di debiti. L'asse Mediobanca-Generali si è rotto e oggi non si sa se Generali sarà comprata dai francesi di Bolloré o trasformata in uno spezzatino fra Banca Intesa (ex Banca Commerciale più San Paolo) e i tedeschi di Allianz.

All'estero l'Unione Europea è in ritirata, l'euro è sulla strada di una spaccatura in due, l'America dice di volere essere "numero 1" (prova che sente di non esserlo più) e comunque tifa per la fine dell'Unione Europea. La Ue peraltro è impantanata e non si sa come andrà avanti.

In questo quadro esterno ed economico, tutto il sistema politico è in frantumi. La destra è aggrappata a due tronconi, Berlusconi e Lega Nord. Berlusconi pare interessato principalmente a risolvere i fatti suoi. La Lega si è spostata su posizioni razziste, e il resto naviga in ordine sparso.

La sinistra è in lotta in mille fazioni per l'eredità di Renzi, che gli antagonisti credono ormai un rottame mentre i seguaci ritengono ancora un Jolly. I terzi arrivati, l'M5s di Beppe Grillo, sono spaccati su una difesa all'ultima spiaggia del sindaco di Roma Virginia Raggi, che se non corrotta è di certo assolutamente incompetente, e la fuga.

Nessuno nuovo pare emergere e solo gli astenuti aumentano.

In questa situazione totalmente caotica per i motivi più vari alcuni — renziani, leghisti e grillini — vogliono andare al voto il prima possibile. Gli altri vogliono aspettare la fine della legislatura. Contro il voto c'è stata di fatto la recente sentenza della Corte costituzionale e la posizione del presidente Sergio Mattarella. 


COMMENTI
13/02/2017 - Il vero problema. (Luigi PATRINI)

Il vero problema sono i cattolici. Sparsi un po' dovunque, devono decidere se essere l'inizio di un mondo nuovo,o la zizzania seminata di notte dal nemico del Padrone del campo; cioè, per dirlo in altre parole, se avranno il coraggio di essere quello che il Signore li ha chiamati ad essere, cioè "sale della terra e luce del mondo", o se dimenticheranno la loro vera "vocazione" per salvare la pelle e diventare quel sale insipido utile solo ad essere calpestato e buttato via. Forse è il dilemma di sempre, il dilemma che ogni generazione ha dovuto affrontare, il dilemma terribile che - con un po' di fede - in un'epoca come la nostra, da vera "fine del mondo" potrebbe essere essere affrontato per il salto decisivo nel "mondo nuovo". Ma ci crediamo che Lui sarà sempre con noi, fino alla fine del mondo? Echeggiano in noi le parole del Vangelo che tanto colpirono anche Paolo VI: ...ma il Figlio dell'Uomo, quando verrà, troverà ancora la fede?