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DIETRO LE QUINTE/ La vecchia talpa che smaschera il grande imbroglio del Pd

Pubblicazione:venerdì 17 febbraio 2017

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Faceva veramente impressione ieri mattina sentire i taxisti di Roma, in protesta davanti al Senato per la vicenda dell'emendamento di Linda Lanzillotta (signora chic di sinistra che prestò le sue consulenze probabilmente ben retribuite, qualche tempo fa, a una banca d'affari americana), che urlavano contro la sinistra, i partiti di sinistra, il Partito democratico, pur dichiarandosi, questi taxisti, di sinistra, di tradizione radicata di sinistra.

La questione di Uber ha mobilitato i taxisti di tutte le città italiane e fa gridare persone che si sono comprate a fatica licenze costose contro esponenti della sinistra italiana: "Siete dei traditori, degli imbroglioni. Non politici che hanno valori di sinistra". A Roma, vicino ai taxisti in sciopero, c'era un senatore della Lega Nord, che con la sinistra non ha nulla a che fare, e naturalmente arrivava la solidarietà, certamente interessata, di Matteo Salvini.

A poche centinaia di metri, davanti a Montecitorio, c'erano i vigili del fuoco che, a loro volta, urlavano: "Ci chiamano eroi ma ci danno uno stipendio da fame". E anche in questo caso la popolarità della sinistra era piuttosto ridotta, per usare un eufemismo. Intanto passava quel "salvabanche" che fa sempre pensare alla saggezza politica del Papa: "Un mondo dove si salvano le banche e non le persone".

Ora si può anche ribadire con alto cipiglio che i "populismi" vanno sconfitti; si può anche affermare che, soprattutto nel caso dei taxisti, il medesimo "populismo" appaia sotto una parvenza di "protesta corporativa". Ma occorre aggiungere che il momento che sta vivendo la sinistra, in tutto il mondo, e in Italia con i venti di scissione nel Pd, offre l'immagine di un distacco drammatico tra la parte di popolazione popolare dei Paesi occidentali e i suoi tradizionali rappresentanti nei Parlamenti nazionali.

Il caos che viviamo in questo periodo a livello mondiale e in Italia non porta a strade e a soluzioni razionali, ma ha una sua spiegazione logica. Dopo anni di crisi finanziaria (occorre ribadire bene questa natura di crisi capitalistica finanziaria), dove alla fine otto persone al mondo possiedono la ricchezza di oltre tre miliardi di uomini, il 2016 e l'inizio del 2017 sembrano per i ceti popolari e medi dei Paesi democratici occidentali gli anni della delusione e della scoperta del "grande imbroglio". 

La popolarità di Marine Le Pen in Francia non è certo alimentata solo da vecchi "petainisti" o veterani dell'Oas (Organisation de l'armée secrète, ndr). Solo uno sciocco potrebbe pensare una cosa simile. Gli operai del Wisconsin, dell'Ohio, della Pennsylvania che hanno votato Donald Trump, non dicono cose tanto diverse, agli esponenti della sinistra americana, dai taxisti di Roma o Milano, anche se non sono passati dalle esperienze socialiste. 

Diciamo piuttosto la verità: c'è un mondo in rivolta contro i suoi tradizionali rappresentanti perché i ritmi della globalizzazione, la liberalizzazione di ogni regola finanziaria, il trionfo ideologico del mercato non è stato controllato neppure dai governi di sinistra e non è stato nemmeno contrastato con la consueta determinazione dalla tradizione della sinistra, sia essa europea oppure americana. 


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COMMENTI
17/02/2017 - Un commento diverso da quello qui sotto (ALBERTO DELLISANTI)

Nella sinistra del PD vi sono figure ex potenti come il controverso D'Alema, o ex in sella come il trasparente Bersani, o giovani volonterosi in via di formazione come Speranza, ecc, ed almeno un uomo, Michele Emiliano, politico di sinistra, in nulla epigono della sinistra che fu il PCI, ed in nulla assimilabile a quanti abbandonarono vecchi lidi per approdare ad un liberismo senza se e senza ma, alla Tony Blair, il capofila europeo della mutazione genetica di uomini di sinistra - ancora tali nella denominazione - in liberisti. I liberisti più liberisti di tutti, vedi Schroeder, vedi Prodi, e quant'altri nelle big democrazie europee, fino ad arrivare - in Italia - al figlioccio delle Jp Morgan (oltre che del padre putativo nel quale è stato disponibile a trasformarsi l'emerito Giorgio Napolitano) ossia il penultimo premier italiano Renzi Matteo. Con prudenza magari, ma il Dr. Da Rold stesso lo definisce "irresponsabile". E' a Renzi che oggi ha telefonato Emiliano (dopo un'eternità di silenzio imposto) ricevendone la risposta che "il suo treno si è mosso e che non si può fermarlo". Riponiamo speranze in Emiliano, sia che la scissione sempre desiderata da Renzi verso i non omologabili abbia successo, sia che venga sventata. In ambo i casi, i D'Alema e i Bersani devono lasciare a lui la leadership della sinistra piddina, o ex piddina che sia. In quanto a Renzi... leggere le risposte oggi rilasciate ad Aldo Cazzullo. Dice (beffardo) di Emiliano: "ne dice tante...".

 
17/02/2017 - PD (fabrizio treglia)

Non potrebbe proprio la scissione generare un chiarimento all'interno del PD, che possa diventare un partito riformista, lasciando a sinistra gli epigoni ideologici del vecchio PCI e della DC di sinistra?