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Sondaggi elettorali e referendum autonomia: le regioni lo vorrebbero, non solo al Nord (oggi 20 marzo 2017)

Sondaggi elettorali, ultime notizie di oggi 20 marzo 2017: Caso Consip e primarie Pd, Renzi e i dem sotto esame nelle prossime settimane. Aggiornamenti e intenzioni di voto

Sondaggi elettorali, Matteo Renzi (LaPresse) Sondaggi elettorali, Matteo Renzi (LaPresse)

Uno degli ultimi sondaggi prodotti sul piano elettorale e politico in Italia ha provato ad avvicinarsi ad una tematica che sarà molto importante nei prossimi mesi e potrebbe rivelare anche qualche interessante spunto per la politica nazionale. Stiamo parlando del referendum per l’autonomia che si svolgerà in Veneto e in Lombardia, con alcune misure che vengono richiesta in maggiore autonomia da parte di alcuni regioni del nord. Secondo i sondaggi elettorali forniti da Euromedia Research, alla domanda «Se nella Sua regione si tenesse un referendum consultivo per una maggiore autonomia, Lei in che modo voterebbe?», la risposta degli elettori è prevedibile ma importante nel numero (anche perchè coinvolge elettori da tutta Italia), con il 49,4% che vorrebbe maggiori autonomie e il 21,5% invece del tutto contrario (23,5% indecisa, 5,6% non andrebbe a votare al referendum). In particolare modo, al nord Italia dove viene richiesta con maggior forza una politica di maggiore autonomia della propria regione; va detto però come alla domanda secca “Lo Stato centrale è invasivo per le Regioni del Nord Italia, cosa che determina una grave lesione delle potenzialità di queste regioni”. Lei condivide questa affermazione?” la risposta degli italiani vede un 34% d’accordo con tale affermazione e un 45% invece contrario. Dunque autonomia sì ma senza la fretta o la polemica di uno stato invasivo, almeno da quanto risulta nei sondaggi politici di questo ultimo periodo.

Il caso Consip è tutt’altro che concluso: i sondaggi politici ed elettorali in questo periodo non escludono giustamente questo tema dal novero di richieste effettuate nelle intenzioni di voto, visto che nel principale partito del Paese le inchieste in corso a Napoli e Roma sulla concessionaria dello stato per beni e servizi coinvolta in accuse di appalti truccati e corruzione, rischiano di portare un terremoto ben maggiore a quello già presente e in atto in queste settimane. Stando ai sondaggi prodotti da Demos per Atlante Politico si scopre infatti che secondo gli elettori italiani (dunque non solo i votanti dem) le accuse venute fuori a carico di Luca Lotti e del padre di Matteo Renzi possono essere potenzialmente molto gravi. Ne è convinto il 39% degli elettori, mentre per il 30% il Pd rischia “abbastanza” gli effetti dello scandalo Consip; per il 14% le accuse sui membri Pd hanno poca valenza, mentre per l’8% non ne hanno alcuna. La corruzione negli appalti pubblici è un problema annoso per la politica italiana praticamente da 40 anni a questa parte, ma questo non toglie che in questa particolare stagione di intrecci tra giustizia & politica è il Pd a rischiare di più, specie con Renzi forte candidato vicino a riprendersi la guida del Partito Democratico. 

Gli italiani non sembrano interessati alle Primarie Pd: lo sostengono i risultati degli ultimi sondaggi elettorali effettuati dall'istituto di ricerche Ipsos per il Corriere della Sera. Secondo i dati della rivelazione condotta lo scorso 7 e 8 marzo infatti il 93,3% degli elettori non andrà a votare. Una percentuale molto alta di italiani dunque pensa di non esprimersi sulla scelta del nuovo segretario del Partito Democratico. Solo il 2,9% dichiara che sicuramente voterà, a cui si aggiunge il 3,8% che afferma che forse andrà a votare. Tra coloro che sono propensi a votare alle Primarie del Pd il prossimo 30 aprile la maggioranza, il 53%, indica che voterà per Matteo Renzi. L'ex segretario sembra quindi in pole position, secondo questi sondaggi, per la riconferma alla guida del partito. Gli altri due candidati raccoglierebbero il 25% dei consensi Andrea Orlando e l'8% Michele Emiliano. Il restante 14% è indeciso sul voto da attribuire.

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