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Politica

ROSATELLUM/ Fornaro (ex Pd): Renzi sarà impallinato dai suoi compagni di governo

Non è una legge elettorale metà maggioritaria e metà proporzionale come dice Renzi: il senatore FEDERICO FORNARO (Mdp) spiega perché il Rosatellum è un disastro

Il Senato, foto La PresseIl Senato, foto La Presse

E' arrivato il Rosatellum, l'ennesima proposta di legge elettorale alla quale il Pd ha dato il nome del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato. Un sistema misto, metà maggioritario e metà proporzionale. "Un sistema che prende in giro l'elettore" dice il senatore Mdp Federico Fornaro a ilsussidiario.net, "che reintroduce i capilista bocciati dalla Corte costituzionale, non garantisce la parità di genere, e fa sì che nei collegi uninominali si formino le alleanze più indicibili". Per Fornaro poi la soglia di sbarramento al 5 per cento è stata pensata da Renzi per far fuori tutti i piccoli partiti, compresi i suoi alleati Alfano e Lupi.

Senatore, ci spiega perché la legge elettorale Renzi-Rosato non vi va bene? 

E' un sistema che prende in giro l'elettore facendogli credere che siamo tornati alle coalizioni e invece saranno i partiti a essere protagonisti sulla scheda elettorale. Nella quota proporzionale con lo sbarramento al 5 per cento si realizza una riduzione della rappresentanza senza che questo comporti alcun beneficio per la stabilità degli esecutivi.

In che senso senza alcun beneficio?

I capilista bloccati rientrano dalla finestra delle liste plurinominali, dove nella stragrande maggioranza dei casi risulterà eletto solo il primo della lista: inoltre il 50 per cento del Parlamento sarà di nominati. Gli eletti nei collegi uninominali potranno essere frutto delle alleanze territoriali le più varie e le più indicibili. L'elettore sulla scheda non troverà alcun simbolo delle coalizioni ma una pluralità di rettangoli nei quali sarà ripetuto più volte il nome del candidato uninominale a cui le liste possono collegarsi.

Cosa proponete? Il proporzionale con Berlusconi? 

Noi siamo perché si facciano le cose serie, questa credo sia la settima o l'ottava proposta in materia da parte del Pd. Non si fanno così le leggi elettorali. Ci si siede a un tavolo e si trova un equilibrio costituzionalmente corretto tra la rappresentanza, principio che è tutelato dalla Costituzione, e la stabilità. Ci si può arrivare in molti modi, noi siamo disponibili a un confronto che riduca in termini ragionevoli la rappresentanza parlamentare e dia degli incentivi coalizionali, ma in un quadro però di rispetto di questo equilibrio.

Invece così cosa si rischia?

Il Rosatellum è per il 50 per cento maggioritario e per il 50 per cento non è un proporzionale vero, perché lo sbarramento al 5 per cento produce una torsione maggioritaria. Una significativa riduzione della rappresentanza.

Si sta formando un gruppo di senatori detti "volenterosi" per bocciare la proposta di legge, che Renzi dice approvabile entro giugno.

Si tratta di un gruppo contrario centrista, ossia Alternativa popolare e Ncd. Renzi ha costruito una proposta pro domo sua e non in una logica di alleanze, censurando l'ipotesi che un grosso partito possa fare alleanze con partiti più piccoli. La soglia del 5 per cento metterà ad esempio fuori gioco Alfano e Lupi.

Renzi vuole ancora andare a votare in autunno?

Questo è il suo obbiettivo neppure troppo nascosto. Vedremo le prossime mosse, di certo è giusto che si sappia che questo ritardo del lavoro in commissione della Camera è tutta responsabilità del Pd. Si è atteso la fine delle primarie e si sono persi due mesi, adesso questa accelerazione violenta è incomprensibile anche perché le leggi elettorali sono materia delicata e necessitano di grande attenzione. Non è un caso che le leggi degli ultimi anni prendano come riferimento il testo unico del 1957.

Lei lamenta anche la mancanza della parità di genere in questa legge, perché?

C'è una norma che dice che il genere non può essere presentato nelle liste plurinominali in una quantità superiore al 60 per cento, ma questo non garantisce una parità di genere. Se io faccio una lista di quattro candidati con tre uomini e una donna sto rispettando il 40 per cento previsto dalla legge, ma se metto ai primi tre posti tre uomini e al quarto una donna, quest'ultima avrà le stesse possibilità di essere eletta che se uscisse di casa e venisse colpita da un meteorite. Se non introduci l'alternato in lista, la parità di genere non l'avrai mai.

Cosa pensa del caso Boschi?

Abbiamo fatto una interrogazione urgente per avere notizie da parte del Governo. Intanto, siamo sempre in attesa della querela annunciata dalla Boschi a de Bortoli e a Ghizzoni. Noi chiediamo una commissione parlamentare dove siano presenti tutti e tre. Fino adesso le querele non ci sono, ritenendo tutti e tre persone serie, questo ci fa pensare che ci sia qualcosa che non va in questa storia.

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