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Politica

SCENARIO/ Il sondaggista: Renzi e Berlusconi, larghe intese o vince M5s

I sondaggi dicono che nessuno vuole le larghe intese, ma è la soluzione più sicura in grado di dare stabilità al paese. E Gentiloni vale più di Renzi. ARNALDO FERRARI NASI

Virginia Raggi con Luigi Di Maio (LaPresse)Virginia Raggi con Luigi Di Maio (LaPresse)

Secondo i sondaggi effettuati dall'istituto Analisi Politica di Arnaldo Ferrari Nasi, la maggior parte degli elettori del Pd e di Forza Italia si dicono contrari alle larghe intese. Che significa questo? Uno spostamento di voti verso le formazioni a sinistra del Pd e a destra di Forza Italia? Per Ferrari Nasi, Berlusconi e Renzi restano ancora gli unici politici con una credibilità e se non faranno "stupidate" dopo il voto, si metteranno sicuramente d'accordo. "D'altro canto il centrosinistra, perché è questo che sarebbero le larghe intese, ha governato l'Italia per decenni dandole stabilità e il nostro paese oggi ha bisogno di una cosa soltanto: stabilità".

Nasi, partiamo dal successo che sta riscuotendo Gentiloni: stretta sui migranti, un Pil che si preannuncia superiore alle previsioni. Manderà Renzi in soffitta? E' lui il nuovo uomo forte del Pd?

Gentiloni ha raccolto con fortuna e bravura quello che Renzi aveva previsto.

Cioè?

Se è vero che Renzi si è giocato la carriera con il suo spocchioso referendum, aveva previsto i dati positivi generali che oggi vediamo diventare realtà. La gente oggi si sta convincendo che stiamo uscendo davvero dalla crisi dopo dieci anni, anche se va detto che già nel 2011 la Germania aveva ricominciato ad assumere. Renzi aveva calcolato neanche troppo illogicamente che questa ripresa ci sarebbe stata. Qualcosa ha fatto lui, qualcosa d'altro è avvenuto a livello mondiale, aveva capito i segnali che stavano arrivando e aveva promesso quanto poi adesso si avvera.

Dunque Gentiloni vive di immagine riflessa?

Gentiloni ha preso quello che Renzi gli ha lasciato. Ripeto: con bravura ma anche fortuna. Il suo merito è di aver agito in modo pacato e ponderato, l'opposto di Renzi. Come si usa dire: un papa di transizione è quello che poi fa davvero le rivoluzioni.

Lei lo vede come candidato del Pd alle prossime elezioni?

E' certamente una opzione realista e percorribile anche perché Renzi oggi è in grandissima difficoltà.

Sempre colpa del referendum perso o c'è dell'altro?

Perché non è più la novità, il suo gioco l'ha fatto. E poi ha fatto l'errore politico del referendum, che chiunque aveva capito che non sarebbe passato. Poi ha detto "metto Gentiloni al governo e io tengo il Pd", però adesso la situazione è cambiata.

In che senso?

Ci sono state le vittorie non previste del centrodestra alle amministrative, il Pd non è più quel carro armato di pochi anni fa, adesso la battaglia è apertissima. In questo quadro Gentiloni ha ottenuto un successo non previsto. Inoltre c'è la parte sinistra del Pd che nella miglior tradizione della sinistra italiana si è divisa. Quindi i numeri non danno alcuna certezza di vittoria del Pd.

Questo significa che ci sarà uno spostamento di elettori del Pd verso quelle formazioni alla sua sinistra?

Non credo. Le formazioni a sinistra faranno due cose. La prima sottrarre pochi voti ma utili al Pd, la seconda gestire il proprio funerale. Non stanno preparando un programma, stanno prenotandosi il loculo, sono morti che camminano, gente rottamata da un governo che comunque ha funzionato.

Anche l'elettore di Forza Italia però non guarda con positività al Renzusconi.

In realtà la situazione non è differente dal 2013 e dal 2006. Anzi, nel 2006 si parlava già di grande coalizione perché centrodestra e centrosinistra erano arrivati praticamente pari. Poi è successo quello che è successo e abbiamo avuto dieci anni di anarchia. Né Berlusconi né Renzi sono degli sprovveduti, è probabile che se la giocheranno poi, e dopo il voto ci saranno le intese per l'alleanza di governo, a meno di ripetere gli errori del 2006. Il centrosinistra ha governato l'Italia per 40 anni e ha dato stabilità, che è quello quello di cui abbiamo bisogno.

Secondo i suoi sondaggi i 5 stelle stanno perdendo la loro componente di destra, che non era poco. Lo conferma?

Lo confermo, ma è vero che la loro istanza principale, la richiesta di onestà e trasparenza, è ancora la richiesta principale degli italiani. Se gli altri due non trovano un'intesa intelligente, è possibilissimo che gli M5s diano la zampata e vincano andando al governo.

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COMMENTI
19/08/2017 - Elezioni (Luciano Vignati)

Abbiamo già constatato i danni derivati dalle larghe intese Renzi-Berlusconi. Debito pubblico in continua ascesa, altri trucchetti da "Picaro" da parte di Renzi e altri slogan da parte di Berlusconi. NO GRAZIE, se ci saranno altre larghe intese io voterò 5 Stelle o Lega

 
19/08/2017 - Il sondaggista si conferma (ALBERTO DELLISANTI)

Sempre i Nasi, i Piepoli, e alcuni altri ( certo non pochi) si confermano. Tranquilli, resta l'amore primiero per Renzi. Sì, un buffetto sulla spalla per "lo spocchioso referendum"....(Chissà cosa votò - Nasi - tra il SI' e il NO!). Il sostegno politicamente corretto (ma che oggi dà anche decenza a chi non dimentica il divo Renzi) a Paolino Gentiloni (mi vien di dire Paolino, tanto lo ritengono un simpatico cucciolo che come dice Nasi ha avuto fortuna e gode della luce riflessa dalle riuscite di Renzi.....). E resta l'eterna stima per il Granduca di Arcore. Che fosse il federaratore inconcludente del centrodestra, a suon di partito unico (!!!) tra Fini e Berlusca + la Lega lombardo-veneta del Bossi. O che sia il naturale compagno di strada che Nasi vede per il divo Renzi. Due divi che possono fare il bene dell' Italietta e che si prestano ad essere definiti comi il centro-sinistra! Nasi non disprezza di figurare tra gli estimatori del centro-sinistra che è entrato a Palazzo Chigi un numero di anni superiore ad ogni altra etichetta. E' anche veritiero sul Berlusca, che quando fu leader del centro-destra affettava radicale disgusto per sinistra o centro-sinistra che fosse. Oggi è catalogato da Ferrari Nasi come uno dei due leader del CENTRO-SINISTRA che lui si augura veder nascere all'indomani delle elezioni, quando Renzi e Berlusconi potranno cessare l'infima commedia dell'uno che non vuole l'altro, e darsi la mano sotto quella "familiare", "storica", egida.